Il Mondo Futuro Preciso a 22 Catepi e 19 Stati

Il Mondo Futuro Preciso a 22 Catepi e 19 Stati

Contro la Pena di Morte

Questo blog è a favore dell'Abolizione Internazionale della Pena di Morte
Approvata in commissione ONU la moratoria sulla Pena di Morte e ratificata dall'Assemblea Generale il 18/12/2007. E' un gran giorno per l'umanità.
La petizione contro la Pena di Morte si può firmare qui .

venerdì 31 dicembre 2010

L'affaire Battisti e Auguri per il 2011

E' di oggi la notizia che Cesare Battisti non sarà estradato in Italia. Lo ha riferito il ministro degli esteri brasiliano Celso Amorim. La considero una brutta notizia.
L'Italia, nonostante Berlusc tutto, è un Paese democratico e Battisti non corre pericolo di morte.
Come cristiano, come uomo di sinistra e come essere senziente in genere, fra Caino ed Abele continuo a preferire Abele. Penso che "non si debba toccare Caino" nel senso che non lo si debba uccidere, però bisogna fargli scontare una giusta pena detentiva dopo un regolare processo. E questo è proprio il caso di Battisti giudicato colpevole da uno dei sistemi giudiziari più garantisti del Mondo quale è quello italiano.
Si dice in giro che altri terroristi di altro colore politico (di destra) siano liberi in altri continenti, in particolare uno in Giappone. La mia idea a tal proposito è che vadano presi ed estradati anche loro piuttosto che pronunciarsi a favore del "liberi tutti". Se c'è un errore / un'inerzia politico-giudiziaria non si capisce perché bisogna aggiungere un altro errore.
Lula è stato un grande Presidente che ha condotto il Brasile al posto che gli spetta nel consesso internazionale, ma ha finito la sua grande Presidenza con un grande sbaglio.

I miei auguri di un felice e sereno 2011 vanno quindi a tutti i lettori del mio blog, ma in particolare ai parenti delle vittime della violenza qualunque forma essa abbia (terrorismo, mafia, dittatura, guerra) perché la violenza è (quasi) sempre lo strumento sbagliato anche per un fine giusto.

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale 2010

In alcune zone del Mondo (a Kiribati e a Tonga) è già il 25 dicembre. Ne approfitto per fare a tutti i miei migliori Auguri di Buon Natale 2010!

Michele

giovedì 23 dicembre 2010

Modifiche nella galassia "Il Mondo Futuro"

Copio e incollo da http://ilmondofuturo.blogspot.com:

La galassia di blog "Il Mondo Futuro" si arricchisce di 18 blog tematici in italiano basati sui 15 Stati e 3 dei Soggetti Internazionali previsti nel saggio "Il Mondo Futuro". Gli articoli saranno ripresi dai principali giornali online italiani e internazionali che pubblicano articoli in lingua italiana, mentre i commenti personali saranno riservati al blog http://ilmondofuturo.blogspot.com e al mio blog principale http://mikelogulhi.blogspot.com.

domenica 19 dicembre 2010

La morte di un federalista


E' deceduto ieri sera, durante una festa tra amici per arresto cardiaco Tommaso Padoa Schioppa, grande economista e federalista (in senso europeista non micro-nazionalista) italiano.
Famose la sua parola "bamboccioni", che non condivido perché sottovaluta le difficoltà oggettive nel mondo lavorativo delle nuove generazioni, e la sua frase "le tasse sono bellissime" pronunciata nel programma "In mezz'ora" di Lucia Annunziata che è invece condivisibile perché, come ha spiegato, le tasse sono una delle basi della nostra civiltà e servono a garantirci beni come la sicurezza, la difesa, la salute, l'istruzione (ndr: quei beni che gli economisti chiamano beni pubblici e risorse collettive). Ultimamente si stava occupando di una possibile via d'uscita alla crisi economica e di una possibile riserva valutaria mondiale.

martedì 14 dicembre 2010

Il nuovo vocabolarietto Xomese-Italiano Italiano-Xomese

Copio ed incollo dal mio blog http://xomese.blogspot.com :

Ieri, 13 dicembre 2010 - per i cattolici prima festa di S. Lucia degli anni '10 del 21° secolo - ho pubblicato il vocabolarietto xomese-italiano italiano-xomese, tappa intermedia per la costruzione di questa nuova lingua (dopo la grammatica e semantica xomese-italiano e prima della grammatichetta e, soprattutto, del vocabolario "maggiore" xomese-italiano italiano-xomese).
Il vocabolarietto è ora disponibile gratuitamente (nella sua versione PDF) nei soliti 3 siti:
1) http://it.xomeze.org (per questo sito la pubblicazione è avvenuta oggi)
2) http://mikelogulhi.weebly.com/xomese.html
3) http://stores.lulu.com/mikelo

Saluti xomisti,
Michele

lunedì 6 dicembre 2010

Ungheria e capitalismo

2 notizie mi hanno colpito questa settimana: la riforma costituzionale in Ungheria e una bella intervista all'economista De Marzo sulla fine del capitalismo.


Con la riforma Costituzionale il partito di destra al governo, Fidesz, vorrebbe cancellare la Corte Costituzionale e l'ombudsman in Ungheria e limitare fortemente l'uso del referendum cioè del principale strumento di democrazia diretta nelle democrazie rappresentative contemporanee. Insomma un ulteriore segnale che le destre al governo stanno peggiorando l'Europa.


L'intervista di De Marco, invece, fa notare come tutti i problemi attuali, “quello della demografia, del clima, dell'energia, quella alimentare, delle migrazioni, la crisi finanziaria” siano tutti pezzetti di un unico problema cioè il rapporto malato dell'uomo con la natura e con la società.

L'analisi è dura e mostra i tanti problemi della contemporaneità, ma il fatto che ci sia - anche tra gli economisti - chi non partecipa al calderone neoliberista apre un barlume di speranza.


Più sotto le notizie, entrambe da Peace Reporter (http://it.peacereporter.net)


I deputati di opposizione abbandonano la Commissione per protesta

In Ungheria è al vaglio il progetto di una nuova Costituzione. E'stato presentato ieri dalla Commissione preparatoria, dalla quale tutti i partiti di opposizione -socialisti, verdi ed estrema destra- si sono ritirati per protesta, dopo che le loro proposte sono state respinte in blocco. Il progetto è firmato dal partito al governo Fidesz. "Non è un progetto consensuale, è una Costituzione voluta dal Fidesz", ha detto un esponente socialista.

Le novità introdotte dal progetto di riforma sono, fra le altre, la designazione della Sacra Corona come fonte del diritto, il richiamo al Cristianesimo come valore culturale indispensabile della storia del Paese. Per quanto riguarda i cambiamenti che interessano le istituzioni è prevista la soppressione della Corte Costituzionale, l'introduzione di una seconda Camera, il rafforzamento dei poteri del Capo dello Stato, l'eliminazione della sfiducia costruttiva e dell'ombudsman per le minoranze etniche.

Il testo esclude la possibilità di un referendum per l'approvazione della riforma e in generale limita i poteri del referendum abrogativo. Una novità per gli ungheresi oltrefrontiera, che d'ora in poi potranno votare. Il progetto potrebbe essere votato la prossima primavera, quando sarà il turno dell'Ungheria alla presidenza Ue.



La crisi è globale e richiede un approccio globale, che non spezzetti un problema generale in una serie di microproblemi. Eppure una via d'uscita c'è

Inutile soffermarsi su singole questioni: quella demografica è legata a quella ambientale ma anche a quella economica e soclale. Un problema di enorme gravità che ci deve far interrogare sulle responsabilità di questa crisi generale che nei Paesi in via di sviluppo si manifesta nello spopolamento delle campagne e nell'urbanizzazione selvaggia e nel ricco occidente nella precarizzazione spinta. Giuseppe De Marzo, economista e studioso impegnato nello studio di sistemi di sviluppo alternativi ed ecosostenibili che ha illustrtao nel libro Buen Vivir, ha spiegato i nessi delle tante crisi e di come tutte abbiano origine dall'agonia del capitalismo. Ma forse, dice, non è troppo tardi per fare qualcosa e salvare questo pianeta, l'unico che abbiamo.

L'India è una potenza demograficamente fuori controllo. L'Africa sta asssistendo allo spopolamento delle campagne e ad una fuga di massa verso le città. Come legge queste notizie apparse di recente su diverse testate europee?
E' positivo che inizi a emergere una certa preoccupazione sulla stampa europea, però per noi non è una novità. Da tempo ci interroghiamo su quale sia il nostro futuro. Però manca qualcosa. Bisognerebbe interrogarsi sulla distribuzione delle ricchezze e sull'impatto dei consumi. Se la Cina per fare uscire il mondo dalla crisi, così come auspica la World Bank, producesse un certo tipo di consumi, avremmo bisogno di tre pianeti in più per sostenerli. Questo modello di sviluppo per funzionare può essere esteso solo a due-trecento milioni di persone, ma non a sette/otto miliardi, è impossibile.

Quindi non si tratta solo di una questione indiana o africana.
No, non è una questione di uno o due continenti. Il problema è più ampio e investe le relazioni malate tra nord e sud del mondo, il fallimento della governance. Se questo non è chiaro, allora vedremo i problemi a pezzettini: quello della demografia, del clima, dell'energia, quella alimentare, delle migrazioni, la crisi finanziaria. Questa per molti osservatori occidentali questa è una crisi congiunturale. Dal nostro punto di vista, è una crisi di sistema. O adottiamo un approccio multidisciplinare e capiamo che dobbiamo guardare più in profondità e capire che è necessario lavorare con nuove categorie o altrimenti non ne usciamo. E' miope pensare di risolvere il problema ambientale senza discutere del sistema di sviluppo, ma ricorrendo a un maquillage di verde, alla cosiddetta green economy. Chi è responsabile dell'aumento della temperatura della terra, dei disastri ecologici, della disoccupazione, della precarizzazione? E' la crisi del capitalismo, che da due decenni mette sul mercato diritti e beni che noi pensavamo di aver conquistato e che appartenessero alla comunità

Come l'acqua?
L'acqua cos'è? Un grande mercato potenziale per il capitale in crisi, che vede una via d'uscita nella privatizzazione delle risorse. Ma questa è solo una delle due strade imboccate dal capitalismo in crisi. L'altra è la creazione di un esercito di manodopera di riserva che faccia pressione sulla classe operaia. Noi stiamo vivendo la più grande spinta di proletarizzazione nella storia dell'umanità. Abbiamo un miliardo di nuovi proletari: chi sono? Sono quei pescatori, quei pastori, quegli indigeni che vivevano in spazi che sono stati privatizzati, che subiscono l'impatto dei megaprogetti o dei cambiamenti ambientali che inaridiscono le terre e li costringono a migrare. Parliamo di quasi un miliardo di migranti ambientali nei prossimi 30 anni e questi sono dati del World Public Forum di Kofi Annan.

E qui veniamo all'allarme per l'urbanizzazione selvaggia verso la quale si avvia l'Africa.
Le megalopoli che vanno nascendo sono l'esempio degli effetti di questo capitalismo feroce. Lagos era una città di circa duecentomila abitanti, negli anni Cinquanta, oggi ne ha quasi sedici milioni. Perché? Perché tutto l'ecosistema del delta del Niger, sfruttato dalle multinazionali del petrolio, ha prodotto un meccanismo di distruzione ambientale e sociale che ha spinto 25 milioni di Igbo e Ogoni non più a utilizzare l'economia locale, il fiume, la terra, a sostenere l'ecosistema con le loro produzioni sostenibili ma le ha buttate nelle grandi città.

Eppure l'Africa avrebbe dovuto essere il continente della speranza.
L'Africa in questo momento è il continente più aggredito da questo modello, per varie ragioni storiche, soprattutto perché lì i movimenti sociali, proprio a causa delle repressioni, ha vissuto una frammentazione dei movimenti di liberazione che non sono di massa come invece accade nell'America Latina. E allora ci dovremmo interrogare sull'importanza dell'Africa per quanto riguarda la sovranità alimentare o la lotta ai cambiamenti climatici. Se noi vogliamo immaginare l'Africa come il continente della speranza, dobbiamo mettere a riparo lo spazio riproduttivo, arginare il sequestro e la conquista della terra proprio a partire da quei movimenti che continuano a difendere la sovranità alimentare e le economie locali, perché così contribuiremo alla lotta per emanciparla ma lavoreremo insieme su uno scenario globale per la lotta ai cambiamenti climatici.

C'è poi il paradosso per cui l'Africa sta perdendo enormi porzioni di territorio, comprato dalle compagnie straniere dell'agrobusiness.
E' un dramma. La gente forse lo ignora ma l'agrobusiness incide sull'emissione di CO2 nell'atmosfera sta tra il 44 e il 57 per cento. Il principale responsabile dei cambiamenti climatici sono le multinazionali dell'agrobusiness. Allora, la risposta della sovranità alimentare, a partire dal sostegno alle comunità contadine, è una risposta complessa che non risponde solo agli interessi africani, ma anche ai nostri ma produrrebbe anche alcuni milioni di posti di lavoro, tenendo quelle persone nelle campagne, evitando quei fenomeni di urbanizzazione selvaggia. Dovremmo capire che i dati discussi a Copenaghen nella Cop 15 (margine di due gradi prima del disastro, ndr) sono una fesseria: noi che lavoriamo coi movimenti africani sappiamo che i calcoli degli scienziati che già se la temperatura dovesse aumentare di un grado solo, l'Africa andrebbe per aria. L'ecosistema Africa è più delicato e più complesso rispetto al nord del mondo.

I problemi sono chiari ma in concreto cosa si può fare?
Ci sono due nuove costituzioni, in Ecuador e Bolivia che partono proprio dal
buen vivir, che rimettono al centro del paradigma civilizzatorio un altro rapporto tra uomo e natura. Il che non è solo auspicabile, visto che abbiamo un pianeta solo e ci conviene conservarlo ma è qualcosa di - mi si perdoni il termine da marketing - di molto desiderabile. Il progetto che noi offriamo, quello di immaginare una democrazia della terra, è desiderabile da parte della maggior parte degli abitanti del pianeta, perché consente di vivere bene. La proposta è quella di immaginare di ricostruire il contratto sociale partendo da due pilastri: giustizia sociale e giustizia ambientale. Dobbiamo ripensare forme più complesse di democrazia, come quella comunitaria, quella partecipata, che rimettono al centro della scena i territori, le persone in carne ed ossa, così da immaginare un futuro migliore, più giusto, più equo, più sostenibile per tutti.

Alberto Tundo

Articolo originale: http://it.peacereporter.net/articolo/25647/%27Il+capitalismo+ha+fallito%2C+occorre+ripensare+il+sistema%27+-+Intervista+a+De+Marzo

mercoledì 24 novembre 2010

Recensione su “Gli amici di Fondazione”

"Gli amici di Fondazione - Storie in onore di Isaac Asimov" è un'antologia che, come risulta già dal sottotitolo, è scritta in onore del famoso scrittore di fantascienza e di divulgazione scientifica di origini ebraiche, nato in Russia e vissuto dall'età di 3 anni negli Stati Uniti.

Il libro è composto da 2 prefazioni (la prima di Ray Bradbury, la seconda intitolata "Isaac il non metallico o la vita è meravigliosa"), 2 postfazioni (una della moglie di Asimov, Janet Jeppson, la seconda dello stesso Asimov) e da 17 racconti.

Il 1° e l'ultimo racconto sono i più complessi e significativi, ma è anche notevole "Cacciamacchine della prateria di cemento".

1) "L'ultima sfida": incentrato su una ragazza protagonista affronta i problemi della sovrappopolazione, dello spostamento nelle metropoli, della classificazione storica e dell'alienazione dalla natura;

2) "La soluzione di Asenion": un big bang particolare;

3) "Omicidio per Urth": è un giallo fantascientifico con protagonista Wendell Urth, uno dei personaggi inventati dalla fertile fantasia di Asimov; questo racconto è anche un atto d'accusa contro la manipolazione genetica;

4) "La caduta di Trantor": riguarda la fine dell'Impero galattico e la forza della psicostoria;

5) "Dilemma": un racconto sui principi della robotica con protagonista lo stesso Asimov;

6) "Maureen Birnbaum dopo il calar del sole": una versione ironico-femminista del celebre racconto di Asimov "Notturno": la protagonista è l'"amazzone" Maureen Birnbaum;

7) "Equilibrio": le compensazioni di una nubile al tempo della robotica: non mi trova del tutto d'accordo;

8) "Il presente eterno": la dissoluzione della civiltà umana a causa di una pessima invenzione: il cronoscopio;

9) "Pappi": un racconto "femminista" su un papà speciale: discutibile;

10) "Al Mile High": una fantastoria o "storia alternativa" che riguarda l'umanità e lo stesso Asimov;

11) "La caverna di Platone": titolo di ascendenza filosofica per un racconto psicologico sulle 3 leggi della robotica;

12) "La coscienza della Fondazione": breve racconto statico su Hari Seldon e sulla psicostoria;

13) "Cacciamacchine della prateria di cemento": narrazione di un mondo completamente abitato dai robot in cui capita un avventuriero umano: affascinante ma irrealistico;

14) "La conversazione": raconto sui Vedovi Neri, ma il protagonista-risolutore è il cameriere Henry, riguarda gli espedienti mnemonici: uno è sulla New England;

15) "Macchia": racconto sul camminare a balzi in ambiente alieno, sulle intuizioni/supposizioni dei robot umanoidi e sulla 1° legge;

16) "La Quarta Legge della robotica": sui diritti dei robot, fra i quali quello di riprodursi, inizia quasi come i gialli alla Chandler;

17) "Il paleoantropologo": ultimo ampio racconto su Hari Seldon, la psicostoria, l'amicizia, l'amore.

martedì 9 novembre 2010

E' uscita l'edizione 2.2 della "Grammatica e Semantica Xomese-Italiano"

Copio e incollo dal mio blog http://xomese.blogspot.com

Ieri, 8 novembre 2010, è uscita "in anteprima mondiale" (ndr: come direbbe qualche pubblicitario) l'edizione 2.2 della "Grammatica e Semantica Xomese-Italiano". Sarà l'ultima versione (almeno per quanto riguardo la fonologia e la morfologia) ed è in tutto la 4° (sono già uscite la 1.0 [il 23 luglio 2009], la 2.0 [il 28 aprile 2010] e la 2.1 [il 29 maggio 2010]). Come la versione 2.1 non si distacca molto dall'edizione 2.0. Come le 2 appena citate e come la PMEG dell'esperanto manca di una parte sintattica propriamente detta, perché la sintassi è integrata e, in un certo qual senso, desumibile dalla morfologia.
Ovviamente è molto più breve della PMEG (88 pagine contro le oltre 700 della PMEG) e vale per questa grammatica il principio secondo cui "ciò che non è espressamente vietato o non contrasta palesemente con quanto prescritto [grammaticalmente], è consentito".
La grammatica in questione si può trovare e scaricare gratuitamente su:
1) http://it.xomeze.org
2) http://mikelogulhi.weebly.com/xomese.html
3) http://stores.lulu.com/mikelo

mercoledì 3 novembre 2010

Presentazione breve de "Il Mondo Futuro"

Quella che segue è una presentazione breve di taglio enciclopedico del mio saggio "Il Mondo Futuro", prima presente solo su Google Knol, per maggiori informazioni vedere http://ilmondofuturo.blogspot.com e, in particolare, http://ilmondofuturo.blogspot.com/2010/11/cambiamenti-nei-luoghi-virtuali.html

“Il Mondo Futuro – Un progetto per la pace perpetua” è un saggio geopolitico, economico e linguistico scritto dall'autore emergente italiano Michele Guglielmino.

In tale opera l'autore vagheggia “il progetto di un mondo nuovo, più giusto, basato su pochi grandi Stati federali, il sogno di un Mondo realmente Umano, in cui si riconosca la parità sostanziale di ogni uomo rispetto a ciascun altro, la speranza di una lingua semplice, compresa da tutti i Popoli della Terra.” Punto centrale di questo saggio è la formazione di 15 grandi Stati-continente di tipo federale a loro volta confederati nell'ONU.

Questi nuovi 15 Stati derivano da alcuni Stati già esistenti (Canada, Stati Uniti, Messico, Brasile, Australia, Cina, Russia), da alcune Organizzazioni Internazionali (Unione Europea, Comunità Andina, ECOWAS/CEDEAO, SADC, ASEAN e SAARC) o da raggruppamenti innovativi dell'autore.

Tutti i futuribili 15 Stati sono estesi come superficie fra i 9 e i 10 milioni di kmq ad eccezione del Sud Africa (11,3 milioni di kmq) e del Messico (2,7 milioni di kmq) e presentano tutti continuità territoriale al loro interno ad eccezione dell'Alaska per gli Stati Uniti. Oltre a tali stati vi sono lo Stato-Organizzazione Religiosa Vaticano e il territorio Antartide.

L'autore precisa anche le istituzioni mondiali di questo “nuovo mondo” e i valori economici e morali che fonderebbero questa nuova realtà.

L'analisi linguistica del 5° paragrafo verrà poi sviluppata nell'opera successiva dello stesso autore “Grammatica e Semantica Xomese-Italiano” e viene attualmente considerata dal Guglielmino come un progetto connesso ma distinto.

domenica 24 ottobre 2010

Perché la Svizzera non entra nell'UE?

Riprendo una mia risposta nella categoria "Organizzazioni Internazionali" Yahoo Answers, di cui da qualche settimana sono primo in classifica. La riporto in questo blog perché è una risposta "ben fatta" e riguarda un tema che, se non proprio di stretta attualità, può interessare a chi ritiene il Mondo (e non solo il proprio Paese) degno di attenzione e curiosità perché considera il Mondo la sua Patria.
La domanda è quella del titolo.
Buona lettura,
Michele

Perché ha una mentalità conservatrice e neutralista e anche per preservare il segreto bancario che è uno dei "motori" neanche tanto segreti della sua economia.

Tuttavia qualcosa si sta muovendo.


Venendo meno alla sua tradizionale neutralità, la Svizzera nel 2002 è entrata nell'ONU.


Per quanto riguarda il segreto bancario, dopo la crisi economica non penso proprio che tutto rimarrà uguale a prima, ma la Svizzera (e non solo) dovrà "ammorbidirlo": in parte già l'ha fatto, cito a tal proposito Wikipedia (più precisamente l'articolo "Il segreto bancario"): "Quasi tutte queste nazioni, a seguito della crisi finanziaria internazionale iniziata nel 2008 e delle forti pressioni internazionali, hanno nel 2009 annunciato la rinuncia o il depotenziamento delle proprie norme tutelanti il segreto bancario.", e ancora: "La Svizzera, in particolare, ha modificato molte delle convenzioni di doppia imposizione per permettere, su richiesta specifica e motivata, la trasmissione all'estero dei dati dei propri clienti anche in caso di evasione fiscale e non solo frode fiscale."


Per quanto riguarda l'Europa, nel 2008 la Svizzera è entrata nella Zona Schengen, di cui non tutti gli Stati della stessa UE ne fanno parte (mi riferisco al Regno Unito, all'Irlanda, e, almeno per il momento, a Cipro, Romania e Bulgaria).
Certo è anche vero che è l'unico Stato dei 4 EFTA che non partecipa allo SEE, lo Spazio Economico Europeo (ma in compenso il Liechtenstein non partecipa a Schengen).

La Svizzera ha anche la peculiarità (per me è un pregio) di essere almeno in parte una democrazia diretta e ciò in passato ha rallentato o impedito l'ingresso nelle varie Organizzazioni Internazionali, ma il trend, anche per la popolazione è una sempre maggiore apertura verso l'esterno (seppur senza rinunciare alla propria complessa identità).


In conclusione la Svizzera non è ancora in Europa, ma sembra che la storia stia spingendo la c.d. "Confederazione" elvetica in quella direzione. Per quanto riguarda i tempi sembrerebbe più prudente predire un'entrata in Europa solo nel medio termine (15-20 anni) però la storia recente ci ha mostrato in tutti i campi un'accellerazione notevole nei processi di cambiamento degli status e nelle mentalità. Chissà che ciò non valga anche (come dimostrano l'entrata nell'ONU e quella nell'area Schengen) per il compassato e tradizionalista popolo elvetico.

venerdì 1 ottobre 2010

Tony Curtis e Vincenzo Crocitti


L'altro ieri, 29 settembre, è morto Vincenzo Crocitti, ieri (ma ufficialmente l'altroieri in base al fuso orario di Las Vegas, Nevada, USA occidentali) Tony Curtis.

Crocitti, morto all'età di 61 anni, è stato un caratterista relativamente famoso in Italia. Fra i suoi ruoli più noti: il figlio di Alberto Sordi ne "Il borghese piccolo piccolo", il ruolo del dottor Valenti in "Un medico in famiglia" e il ruolo del vicebrigadiere Bordi in "Carabinieri".


Curtis, padre dell'attrice Jamie Lee, morto all'età di 85 anni era un attore statunitense di origini ungheresi molto famoso nella Mecca del cinema (Hollywood) anche se non raggiunse mai l'Oscar.
Fra le sue interpretazioni più famose "A qualcuno piace caldo" con Jack Lemmon e Marilyn Monroe, "Operazione sottoveste" con Cary Grant, "Attenti a quei due" con Roger Moore oltre a due ruoli drammatici in "Spartacus" accanto a Kirk Douglas e "Trapezio" accanto a Burt Lancaster e Gina Lollobrigida. Ha anche lavorato in film tratti da romanzi di Agatha Christie: "Assassinio allo specchio" e "Agatha Christie - Delitto in tre atti".

domenica 26 settembre 2010

Errori di stampa 1 - L'idrogeno e i suoi "parenti"

Non so forse questo tipo di articolo potrebbe diventare un appuntamento fisso, ma spero di no.

Sul Corriere, oggi, c'era un interessante articolo scientifico (rinvenibile a quest'indirizzo:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_settembre_23/fusione-nucleare-energia-stelle_e793d280-c747-11df-ad8a-00144f02aabe.shtml ).
Ad un certo punto l'articolista dice: La fusione, infatti, sfrutta l’enorme energia che si libera quando nuclei di atomi leggerissimi come il deuterio e il trizio (parenti stretti dell’idrogeno) [...].
In realtà deuterio e trizio non sono "parenti stretti dell'idrogeno", ma sono isotopi dell'idrogeno, cioè (sotto)tipi dell'idrogeno al pari del prozio. La differenza è nel numero di neutroni (0 nel prozio, 1 nel deuterio e 2 nel trizio), ma il numero dei protoni (e di conseguenza anche quello dei protoni) è uguale a 1. Ed è questo numero, detto numero atomico, che definisce un elemento chimico ed è in base ad esso che è formata la tavola degli elementi che è uno degli elenchi scientifici più ordinati anche agli occhi di un profano.

Forse sarebbe meglio che i giornalisti (o almeno alcuni di essi) dessero un'occhiata a Wikipedia (tanto per fare un esempio) prima di comporre un articolo, se no rischiano di fare... disinformazione.

martedì 21 settembre 2010

E' morta Sandra Mondaini


E' morta oggi, dopo lunga malattia, l'attrice Sandra Mondaini, classe 1931, interprete oltre a Sbirulino e a Casa Vianello, di numerosi film (soprattutto negli anni '60 e '70) e di canzoni scherzose (interpretate come Sbirulino). Sempre quest'anno, esattamente il 15 aprile, era morto il marito, Raimondo Vianello. La Mondaini aveva compiuto questo mese i 79 anni.

mercoledì 15 settembre 2010

Agatha Christie: piccolo tributo ad una grande scrittrice


Oggi, come ricordato anche da Google con uno dei suoi doodle, è il 120° anniversario della nascita di Agatha Christie, la Dama del Giallo. La scrittrice inglese, morta 34 anni fa all'età di 85 anni, è stata forse la più grande scrittrice donna per quanto riguarda la letteratura di genere e, probabilmente, la più letta (compresi gli uomini) del 20° secolo con i suoi 2 miliardi di copie vendute.
Si dice (e forse è vero) che quella di Agatha Christie non sia grande letteratura, ma "funziona". Eccome se funziona! I suoi gialli (almeno per gli amanti del genere, come il sottoscritto) non stancano, anzi tengono incollati fino alla fine con una miscela di avventura (gialla) e di ferrea logica.
E per coloro che non sono appassionati rappresentano forse uno dei migliori approcci al genere del giallo e, in particolare a quello del "giallo classico all'inglese" (secondo forse solo ad un approccio con i gialli di Sir Arthur). Anche se c'è il rischio, iniziando con Agatha, di diventare troppo esigenti!
Buon anniversario regina del giallo!

P.S. Ha scritto, oltre ai racconti, 65-66 romanzi gialli di cui 33 con Poirot, 12 con Miss Marple, 4 con Tommy e Tuppence e 16-17 con protagonisti "non fissi".

venerdì 10 settembre 2010

L'11 settembre e la Grande Trasformazione

Domani è il 9° anniversario dell'11 settembre 2001, una data che nella sua tragicità rimarrà nella Storia. E rimarrà nella Storia al pari del 9 novembre 1989, data della caduta del Muro di Berlino.
Forse un giorno entrambe le date saranno ricordate come la 1° e la 2° tappa della Grande Trasformazione. Forse - e mi addentro un altro po' nel campo delle possibilità - il 1989 sarà ricordato dagli storici del futuro come l'inizio della transizione verso una Nuova Era Moderna e il tempo prima del 1989 come un "Basso Medioevo", mentre l'attuale Basso Medioevo (cioè il lasso di tempo ricompreso fra il 1000 e il 1492) diverrà "Medio Medioevo". Quindi il Medioevo risulterà accresciuto di 1/3, in termini assoluti di circa 5 secoli.
Ovviamente sono solo ipotesi, non certezze.
Ma ipotesi basate sul sentire comune, sulla sensazione condivisa che siamo in un'epoca di passaggio, un'epoca in cui assistiamo al cambiamento di paradigmi millenari o secolari come la scrittura che non "manet" come una volta ma è affidata a supporti meno stabili come l'hard disk del nostro computer, le memorie di massa rimovibili che abbiamo in casa, o gli hard disk dei server dei "nostri" servizi internet che sono spesso lontani centinaia se non migliaia di kilometri dal luogo in cui ci troviamo e sui quali non sappiamo praticamente nulla.
E' un'epoca, inoltre, in cui nascono grandi solidarietà transcontinentali, in cui in teoria qualsiasi persona di qualsiasi parte del Mondo può parlare con (o "scrivere a") qualsiasi altra (capacità linguistiche permettendo). E' un'epoca in cui la libertà di parola e di manifestazione del pensiero sembra abbia raggiunto il suo punto più alto. E' anche un'epoca in cui le dittature possono sentire "il fiato sul collo" di un'opinione pubblica ormai mondiale.
Quest'epoca della "Grande Trasformazione" o della "Grande Transizione" non ha però solo aspetti neutri o positivi, ma anche negativi. La trasformazione ha fatto pesantemente rima in questi ultimi anni con "depressione" economica, lavorativa, sociale. Ancora oggi questo remake del grande crollo dell'anno '29 del secolo scorso non è del tutto passato. E la previsione di tutti i futurologi del passato condensata nello slogan "lavorare tutti, lavorare meno" o di più dell' "epoca post-lavorativa" sembra quanto mai lontana dalla realtà. Una realtà in cui si chiede più "produzione" o meglio più "produttività" del singolo anche a scapito del suo tempo libero, del suo riposo, delle sue relazioni sociali, dell'ambiente. Un ambiente che mai come oggi è inquinato, vilipeso, distrutto da un'iper-produzione che non tiene conto di quelle che, anche nella teoria economica classica sono definite "esternalità negative".
Ma l'ambiente non è l'unico elemento messo in pericolo, anche la democrazia lo è, messa in un angolo negli stessi Paesi maturi democraticamente dalla "volontà di potenza" delle multinazionali, dal potere sanguinolento delle mafie e del terrorismo, da un tessuto sociale sfilacciato dalla crisi, dalla caduta, insieme alle ideologie, di quegli ideali che facevano da contraltare all'ideologia funesta del denaro.
Una potente "medicina" ad una parte di questi problemi è avere pochi Stati, più estesi e quindi più "forti" (NDR: ma sempre democratici, mi riferisco al mio "Mondo Futuro") nei confronti del Mercato delle multinazionali e delle Mafie. Degli Stati che facciano della multirazzialità il loro tratto saliente e che abbiano dei leader all'altezza del compito.
Ma servono anche associazioni, ONG più forti, coese e sostenute dalla società, serve un tessuto sociale ed un 3° settore vitali e pronti a rispondere alle nuove sfide.
Ma, forse, serve anche un nuovo modello economico diverso da questo attuale capitalistico/ neoliberistico che sta mettendo in crisi ambiente, società, democrazia (è l' "economia x" che ho predetto nel mio precedente post).
Insomma siamo in una Grande Transizione, ma bisogna capire quale sarà il punto d'arrivo

giovedì 2 settembre 2010

Il futuro, l'ambiente e il lavoro

Qualche giorno fa su "la Repubblica" è stata pubblicata la bella notizia degli "apostoli verdi" cioè una rete di famiglie cattoliche che univano il loro essere cristiani con l'essere equo-solidali ed ambientalisti poi, ieri, c'è stata la notizia dell'esplosione di un'altra petroliera nel Golfo del Messico e oggi la previsione, scientificamente fondata, che il mare si alzerà forse anche di 1 metro o più entro la fine del secolo.
La conclusione logica di queste 3 notizie è che lo sforzo volontaristico dei singoli o dei gruppi più o meno piccoli è apprezzabile ma non basta. E' necessario un cambiamento di sistema.
Tempo fa si parlava della "Terza Via" sostenuta anche da politici del calibro di (Bill) Clinton e di Blair, poi in questo scorcio di storia si è parlato di "Decrescita" di "Economia partecipativa", di "Bioregionalismo" e magari ci sono altre iniziative poco note. Non so se qualcuna di queste nuove economie sostituirà l'economia capitalistica attuale o se verrà creata qualche altra forma di economia ancora diversa.
So però per certo che bisogna tener presente che questa "nuova economia" o, se volete, questa "economia x" deve:
1) salvaguardare oltre all'ambiente anche il lavoro e lo sviluppo della scienza e delle arti cioè attuare lo "sviluppo senza crescita";
2) tener presente che oltre lo Stato e il Mercato ci sono le associazioni, il volontariato e internet, i social network.
L'economia è una scienza relativamente giovane e può ancora cambiare e con essa può cambiare il modo di organizzarsi dell'intera società.

martedì 24 agosto 2010

2 film e 1 notizia

Ieri su "La7" sono andati in onda 2 film, rispettivamente alle 14,00 ed alle 21,00.
Si tratta(va) di "Siamo uomini o caporali?" e de "Il deserto dei Tartari". Ciò che caratterizza questi 2 piccoli capolavori del cinema italiano ed europeo ("Il deserto dei Tartari" è una coproduzione italo-franco-tedesca), al di là delle (evidenti) differenze (il 1° è un film con Totò che mescola il drammatico al comico, il 2° un solenne film di ambiente militare), è il finale beffardo che fa riflettere sulla durezza della vita. Consigliandone la visione di entrambi, voglio sottolineare come "Siamo uomini o caporali" (che si avvale dell'interpretazione di Paolo Stoppa nei vari ruoli di "caporale-antagonista" dell' "uomo-eroe" Totò) sia probabilmente uno dei primi film italiani (o forse il primo) che tratti in maniera semi-comica la tragica realtà dei lager (con 42 anni di anticipo rispetto a "La vita è bella") e che si segnala quindi per una certa vis antimilitarista/pacifista.

La notizia del giorno che voglio sottolineare è, invece, il fatto che l'Unesco ha annoverato la dieta mediterranea nel patrimonio immateriale dell'umanità.

martedì 17 agosto 2010

E' morto Cossiga, presidente emerito della Repubblica Italiana

Ricoverato dal 9 agosto, è morto oggi, 17 agosto 2010. Aveva 82 anni. Sarà ricordato come "il picconatore" della Prima Repubblica e come il protagonista di interventi e prese di posizione discutibili, come il sostegno all'indipendentismo basco.

Cina e Mondo o Cina-Mondo?

Circa 10 anni fa la Cina era la settima economia al mondo: poi ha superato la Germania e nel 2007 Pechino ha conquistato il terzo posto. Per il 2010 gli analisti si attendono per la Germania il quarto posto, il quinto per la Francia, il sesto per il Regno Unito. Al settimo posto l'Italia seguita all'ottavo dal Brasile.

E ora, su base trimestrale ha superato il Giappone e, probabilmente, lo supererà su base annuale.

Questa in estrema sintesi la notizia della settimana (il corsivo è tratto da "La Repubblica"); ecco, invece, il mio commento che ho sparso un po' per la rete, un commento un po' lontano dal senso comune, ma coerente con la mia battaglia per un "Mondo Futuro" migliore e pacifico:

"La Cina è, dal punto di vista della superficie, 25 volte il Giappone che ha un territorio prevalentemente montagnoso e dal punto di vista della popolazione è 10 volte il Giappone. Quindi che diventi più ricca del Giappone è normale. Così come è normale l'ascesa del Brasile (e dell'India che in questa classifica non figura). Quanto alla vecchia Europa dovrà unirsi federalmente per contare ancora qualcosa. Magari un giorno ci saranno pochi grandi Stati Federali (per esempio 15) e, magari una Cina divenuta Federale e Democratica accoglierà nella propria Federazione il vecchio nemico Giappone. Quest'utopia è meglio descritta in questo sito-blog: http://ilmondofuturo.blogspot.com ovvero http://www.ilmondofuturo.org.
In ogni caso spero che questo sviluppo non distrugga l'ambiente e, nel caso, per esempio, del Brasile non avvenga a danno della foresta amazzonica. O meglio è preferibile che ci sia in tutto il Mondo "progresso" senza crescita/sviluppo economica/o cioè senza intaccare ulteriormente le risorse scarse del nostro pianeta."

Chi è al numero 1 del PIL? Gli Stati Uniti ovviamente, ma ecco cosa scrive Rampini (corrispondente di Repubblica):
Il New York Times sottolinea la "crescita spettacolare" della Repubblica Popolare e cita le stime secondo cui "sorpasserà gli Stati Uniti già nel 2030" (con vent'anni di anticipo sul previsto). Il Wall Street Journal parla di "exploit senza precedenti nella storia dei paesi emergenti". Ospita i giudizi degli economisti di J. P. Morgan Chase secondo cui "è impressionante come l'economia cinese abbia continuato a crescere mentre il resto del mondo sprofondava nella recessione". Non si sa se nella reazione americana prevalga l'inquietudine per la rincorsa della grande rivale; oppure il disagio per il declino giapponese: molti infatti temono che gli errori commessi a Tokyo nel curare la deflazione degli anni Novanta si ripetano oggi a Washington.

Va detto infine, come hanno sottolineato molti internauti (e lo stesso Rampini) come la Cina sia cresciuta tanto anche perché quasi tutte le multinazionali abbiano pesantemente delocalizzato proprio verso la Cina (grazie alle condizioni favorevoli per gli imprenditori e disumane per i lavoratori), quindi ciò che è cresciuta in realtà è una sorta di Cina-Mondo.

martedì 10 agosto 2010

Turbo-capitalismo e distruzione; Google e net-neutrality

Una cosa intelligente ripetuta spesso diventa stupida, così diceva all'ingrosso Neruda nel film “Il postino”, ma – aggiungo io – questa massima è valida psicologicamente non ontologicamente.

Per questo non è una cosa stupida ripetere che i morti, i feriti e la distruzione di questo scorcio d'estate negli Stati Uniti (caso del petrolio nel golfo del Messico), in Europa (alluvioni in Germania, Polonia e Repubblica Ceca), in Groenlandia (distacco di un iceberg), in Russia (un vasto incendio), in Asia (un'inondazione senza precedenti in India, Cina, Pakistan) sono frutto del degrado ambientale dovuto al turbo-capitalismo imperante. Può forse apparire noioso ripeterla, ma è la verità.


Google e Verizon hanno scritto una dichiarazione di intenti in 7 punti che attenta alla net-neutrality.

Questa dichiarazione è una forma di lobbing pubblica nei confronti del legislatore USA e i punti anti-net-neutrality sono il 5° e il 6°. Come e-cittadino sono deluso da Google e penso che con questa dichiarazione abbia tradito il suo motto “don't be evil”. Il capitalismo e le sue discriminazioni (pseudo-)motivate economicamente ha già fatto abbastanza danni; non è il caso che distrugga anche internet, una delle pochissime realtà ancora libere ed eque.


Di seguito i punti nell'originale inglese (tratti da http://googlepublicpolicy.blogspot.com, più esattamente a quest'indirizzo la versione integrale: http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/08/joint-policy-proposal-for-open-internet.html)...


Fifth, we want the broadband infrastructure to be a platform for innovation. Therefore, our proposal would allow broadband providers to offer additional, differentiated online services, in addition to the Internet access and video services (such as Verizon's FIOS TV) offered today. This means that broadband providers can work with other players to develop new services. It is too soon to predict how these new services will develop, but examples might include health care monitoring, the smart grid, advanced educational services, or new entertainment and gaming options. Our proposal also includes safeguards to ensure that such online services must be distinguishable from traditional broadband Internet access services and are not designed to circumvent the rules. The FCC would also monitor the development of these services to make sure they don’t interfere with the continued development of Internet access services.


Sixth, we both recognize that wireless broadband is different from the traditional wireline world, in part because the mobile marketplace is more competitive and changing rapidly. In recognition of the still-nascent nature of the wireless broadband marketplace, under this proposal we would not now apply most of the wireline principles to wireless, except for the transparency requirement. In addition, the Government Accountability Office would be required to report to Congress annually on developments in the wireless broadband marketplace, and whether or not current policies are working to protect consumers.


… e nella spiegazione in italiano del giornalista-blogatore di repubblica Massimo Russo (testo completo su http://massimorusso.blog.kataweb.it/cablogrammi/2010/08/10/google-verizon-la-fine-dellinnocenza-e-un-rischio-per-linnovazione/?ref=HRER1-1):

E’ ora che arriva il resto, ovvero i punti 5 e 6 (posto che il settimo è una petizione per migliorare la copertura del segnale a banda larga nelle zone degli Usa dove ancora non arriva) :
* per servizi particolarmente innovativi (Tv, monitoraggio della salute, istruzione, gioco, intrattenimento, per citarne solo alcuni), le regole sopra stabilite non varrebbero
[Ndr: cioè la net-neutrality];
* eccezioni sarebbero possibili anche per i servizi senza fili, internet wireless, e per il mobile (va notato appena di striscio che Google e Verizon, che è anche operatore cellulare, hanno un accordo per equipaggiare i telefonini Verizon con Android, il sistema operativo di Google per il mobile).

sabato 31 luglio 2010

Cina o India?

Vi riporto, cari 25 lettori, una mia risposta su Yahoo Answer ad un utente che mi chiedeva se fosse più facile la storia dell'India o quella della Cina. Ne è venuta fuori una risposta abbastanza gustosa che riporto oggi che Shinystat conteggia il mio visitatore n° 10.000. Non è moltissimo in verità, ma che volete, il mio è un piccolo blog "di periferia" che ha subito tante pause del suo curatore (cioè io stesso). Comunque... vi lascio al post.
Buona lettura,
Michele

Così, viste da un occidentale, la storia della Cina è più materiale, quella dell'India più spirituale.
La Cina è il luogo dove nasce la carta, l'India il luogo dove nascono le cifre numeriche. L'India è il luogo dove nasce Buddha (alias Siddartha Gauthama), la Cina il luogo dove si diffonde il Buddhismo.
La Cina è l'impero compatto che ora conta più di 9 milioni di kmq, l'India l'impero diviso (a causa dei contrasti indù-musulmani) fra India (circa 3,3 milioni di kmq), Pakistan (circa 800.000 kmq) e Bangladesh (circa 150.000 kmq). E ancora l'India è una democrazia, la Cina una dittatura. L'India è la patria di Gandhi, la Cina quella di Mao Tse Tung. Entrambe sono luoghi dai ritmi storicamente lenti che ora crescono notevolmente, l'India soprattutto con l'informatica, la Cina anche con le produzioni a basso livello tecnologico. E poi: la Cina è membro permanente dell'ONU, l'India vorrebbe diventarlo. Entrambe hanno l'atomica e fanno parte del BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). Sono i 2 Stati asiatici più grandi sia come superficie (vedi sopra) che come popolazione (1,3 miliardi la Cina, 1,15 miliardi l'India) e sono anche i 2 Stati più popolosi del Mondo (il 3° sarebbe l'Unione Europea se fosse uno Stato) ma la Cina ha anche ampie aree poco densamente popolate (come il Tibet, il Sinkiang Uighur, la Mongolia Interna), l'India no, così accade che l'India abbia una densità di popolazione complessiva circa 3 volte quella cinese.
Quale è più facile?
La Cina penso che sia stata più stabile dal punto di vista geopolitico, ma l'India mi appassiona di più per cui, forse, al tuo posto sceglierei l'India.
Se non sei ancora convinto dopo questo breve paragone ti consiglio di leggere gli articoli di Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/India
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27India
http://it.wikipedia.org/wiki/Cina
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Cina

martedì 13 luglio 2010

Islanda, Croazia, Spagna (e UE)

Sono formalmente iniziati, grazie al parere conforme del Parlamento Europeo, i negoziati di adesione all'Unione Europea dell'Islanda che, probabilmente, diverrà nel 2012 il 29° (o il 28°) Stato dell'Unione Europea.





La Croazia ha invece aperto il negoziato sugli ultimi 3 capitoli prima dell'adesione e potrebbe diventare forse già nel 2012, come ha auspicato il Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy, il 28° (o il 29°) Stato dell'Unione Europea.



Spero infine che la vittoria nel mondiale di calcio maschile permetta alla Spagna di superare le recenti polemiche sull'autonomia della Catalogna e su una possibile indipendenza di quest'ultima, indipendenza che, se si realizzasse, avrebbe un effetto devastante sulla stabilità degli assetti geopolitici dell'Unione.

mercoledì 7 luglio 2010

Un uomo veramente trasgressivo


Un matematico russo, tal Grigorij Perelman, ha rinunciato ad un premio di 1 milione di dollari messo in palio per un problema matematico che era riuscito a risolvere. Il suo comportamento è estremo (e non so se al suo posto l'avrei seguito), ma questa è una persona veramente trasgressiva, capace di rinunciare all'unico (Falso) Valore Condiviso di questa post-modernità liquida. Altro che i pseudo-divi pseudo-trasgressivi pronti ad attaccare le Religioni, ma attaccati al (Vil) Denaro più di una tartaruga al suo carapace.
Più sotto la notizia per esteso (da www.corriere.it).


Grigorij Perelman ha dimostrato
la congettura di Poincaré ma ha
detto no ai soldi dell'istituto Clay

DARIO CORRADINO

Grigorij si è preso un po’ di tempo e di silenzio, ma alla fine ha parlato. Anche stavolta ha detto di no. E, in fondo, chi lo conosce se lo aspettava: la sua vita è costellata di rifiuti pazzeschi.

Il matematico russo Grigorij “Grisha” Jakovlevič Perelman, l’unico uomo al mondo che sia riuscito a risolvere uno dei sette Problemi del Millennio, dimostrando la Congettura di Poicaré, ha rifiutato il premio da un milione di dollari che gli era stato assegnato dal Clay Mathematics Institute per essere riuscito in questa impresa ai limiti dell’impossibile. James Carlson, il presidente dell'Istituto, si era messo in contatto con Grisha in marzo per informarlo del premio: «Mi ha detto di esserne onorato e mi ha assicurato che rifletterà se accettare».

Perelman ha riflettuto a lungo, lasciando trascorrere anche la data dell’8 giugno, quando a Parigi si è festeggiata ufficialmente la soluzione della Congettura. Si è fatto vivo solo giovedì 1° luglio. “E’ stato come sempre molto gentile – ha spiegato Carlson – ma non c’è stato verso di farlo recedere dalla sua decisione: ha detto di no”.

“Sai – ha poi spiegato Grisha a un giornalista dell’agenzia di stampa russa Interfax -: c’erano un sacco di pro e contro da valutare. Per questo c’è voluto un po’ di tempo per decidere”. Grigorij Perelman ha 44 anni e non ha mai amato la ribalta. Nato a Leningrado, è stato fin da giovanissimo un genio della matematica, come la sorellina Elena. I genitori (papà ingegnere, mamma prof, ovviamente di matematica) lo iscrissero alla Scuola Pubblica n° 239, un istituto fondato negli anni 1950 e riservato a bambini particolarmente dotati. Nell’82, a sedici anni, vinse la medaglia d’oro, con il massimo punteggio, alle Olimpiadi internazionali della matematica, a Budapest. Gli proposero una borsa di studio negli Stati Uniti. Rifiutò. Si laureò nella sua città, anche se poi fu chiamato in atenei americani, fra i quali il Massachusetts Institute of Technology. A metà degli Anni Novanta tornò in Russia e lavorò, con risultati brillanti ma senza far parlare molto di sé, al prestigioso Istituto Steklov di Matematica, a Leningrado, ora San Pietroburgo.

Nel 1996 un altro “niet”, stavolta a un premio europeo: "La giuria è incompetente" disse, disarmante. Lasciò fuori dalla porta anche la prestigiosa rivista "Nature" che voleva intervistarlo. Meglio il silenzio. Intanto a Parigi, il 24 maggio 2000, l’Istituto matematico Clay, proclamò i sette Problemi del Millennio: in palio un milione di dollari per ogni soluzione, visto che ognuno di essi può avere anche importanti implicazioni economiche. Fra i sette, la Congettura di Poincaré, proposta dal matematico francese Henri Poincaré nel 1904, un complesso problema di topologia. E nel 2002 fu proprio Grisha Perelman, l’eremita di San Pietroburgo, a scrivere un articolo che venne poi ritenuto risolutivo nella dimostrazione della Congettura. Nel mondo dei matematici Grisha divenne ancor più una leggenda.
Ma lui nel 2005 si dimise dallo Steklov perché non l’avevano rieletto membro dell’Istituto. Se ne andò senza neppure avvisare la direzione. E l'anno successivo rifiutò la Medaglia Fields, il “Nobel” dei matematici: «Per me – disse - è del tutto irrilevante. Se la soluzione è quella giusta, non c'è bisogno di alcun altro riconoscimento».
Da allora vive con la madre alla periferia Sud di San Pietroburgo. Stanno in un miserabile monolocale all’interno di un palazzone popolare, uno di quelli costruiti ai tempi di Nikita Kruscev. La leggenda vuole che si nutra solo di rape e di cavolo nero. Senza un lavoro fisso, senza amici, ignora le email ed evita accuratamente giornalisti e fotografi. Per lui i soldi non contano: "Non voglio essere uno scienziato da vetrina – ha spiegato - e troppi soldi in Russia generano solo violenza".
Gira conciato come un barbone. Capelli e barba incolti, scarpe da ginnastica sformate. Le immagini più recenti di lui, con il suo look trascurato, sono state rubate da un blogger che l’ha scovato in metropolitana e l’ha immortalato con il cellulare mettendo poi le foto su internet. Ora che ha rifiutato il milione di dollari e ha parlato con il presidente dell’Istituto Clay e i giornalisti tornerà a seppellirsi nel silenzio della khrusciovka. Ma dicono che nella sua città, che fu la capitale degli zar, non sia difficile trovare t-shirt con il suo volto. E la scritta: "Non tutto si compra".

lunedì 28 giugno 2010

La globalizzazione

Riprendo una mia risposta su yahoo answer che, a mio modesto avviso, va bene anche per il blog.
La domanda era "quando collocare l'inizio della globalizzazione?" e il correlato quesito: "Una volta stabilito un inizio dell' Era della Globalizzazione, possiamo stabilire se si stava meglio prima o adesso?"
Di seguito la mia risposta.

Secondo me, quando gli storici del futuro scriveranno della globalizzazione sceglieranno come data simbolica il 9 novembre 1989, data del crollo del muro di Berlino, che precede di poco la diffusione di internet negli anni '90. Una minoranza (o una maggioranza, chissà) indicherà come data l'11 settembre 2001, data del crollo delle torri gemelli, altre date sono troppo risalenti.
Spero poi che venga considerata come data (ma non di inizio della globalizzazione, ma piuttosto di una nuova era) la diffusione del mio progetto "Il Mondo Futuro" che prevede 15 grandi Stati Federali di dimensioni simili. Ma questa è una mia speranza personale, abbastanza utopica, almeno per il momento.
Tornando alla globalizzazione, dopo il 1989 nel c.d. 1° mondo (I paesi ricchi/capitalisti) si sta peggio, c'è più disoccupazione, paghe più basse e sono messi in discussione diritti lavorativi, sindacali, pensionistici e non solo che apparivano acquisiti. Nel c.d. 2° mondo (i paesi socialisti, fra tutti i giganti Russia e Cina) ci sono stati passi in avanti e passi indietro dal punto di vista economico, politico e giuridico (un discorso a parte vale per i Paesi ex-comunisti entrati nell'Unione Europea per i quali da un punto di vista giuridico-politico ci dovrebbero essere stati quasi solo passi in avanti). Per quanto riguarda i paesi del 3° mondo la situazione è discussa e discutibile.
Scalfari, in una puntata di 8 e mezzo qualche sera fa, diceva che con la globalizzazione il Mondo dovrebbe diventare come "i vasi comunicanti", un esperimento che abbiamo visto di persona o in immagine quasi tutti alle scuole medie, cioè le condizioni dei cittadini del Mondo tendono a parificarsi nel lungo periodo, quindi, sempre secondo Scalfari, nel 1° mondo si sta peggio, ma poi nel 3° mondo si starà un po' meglio.
Naomi Klein, invece, nel suo celebre libro "No logo" scriveva delle "zone industriali di esportazione" che si trovano nel 3° mondo e sono veri e propri "stati sovrani autoritari detassati" dove le persone del luogo vengono sfruttate al massimo.
Secondo me, il difetto della globalizzazione è che è troppo liberista e uno dei modi per "regolarla" è creare pochi grandi Stati Federali che possano, proprio per le loro dimensioni, competere con le multinazionali quanto a potere ed evitare che suddette multinazionali "dettino legge". Serve poi una coscienza non "di classe" (come si diceva una volta), ma "di specie" che ci porti a comprendere che siamo molto simili ed abbiamo un destino comune che deve essere (e noi ci dobbiamo sforzare affinché lo sia) buono sia da un punto di vista sociale che ambientale.

martedì 8 giugno 2010

Dvd da 1 Pb

Su punto informatico si parla (o meglio "si scrive") di un supporto DVD che con la tecnica olografica dovrebbe contenere 1 Petabyte di dati, ovvero 1 milione (o meglio 1024 alla seconda) di Gigabyte, ovvero 1 milione di miliardi (o meglio 1024 alla quinta) di byte.
Per chi se lo fosse perso, ecco il link:
http://punto-informatico.it/2905424/PI/News/hyper-cd-conterra-petabyte-dati.aspx

P.S. il suo nome attuale è "Hyper Cd" e lo studio è stato fatto in Romania (Stato dell'Unione Europea che, immeritatamente, ha una cattiva fama in Italia).

martedì 1 giugno 2010

Il sostituto - forse - del Blu-Ray

Avevo intenzione di fare una miscellanea di notizie mainstream, invece mi limito a citarle molto brevemente (anche se, soprattutto le prime 2, meriterebbero un approfondimento) prima di concentrarmi sulla notizia principale (non dal punto di vista valoriale, ma nel senso che e' quella che voglio trattare):
1) Sono morte almeno 150 persone in America centrale per la tempesta Agatha;
2) sono stati uccise in mare dall'esercito israeliano 19 persone che si trovavano su una nave battente bandiera turca;
3) e' morto l'interprete statunitenense di Arnold, Gary Coleman;
4) e' morto Dennis Hopper, interprete, tra l'altro, di Easy Rider;
5) ha compiuto 80 anni Clint Eastwood;
6) Lippi ha presentato la lista ufficiale dei 23 convocati per Sudafrica 2010;

7) e' uscita la versione 2.1 della "Grammatica e Semantica Xomese-Italiano" (qualche particolare in piu' sul blog ufficiale http://xomese.blogspot.com ).

La notizia principale, ignorata dai media mainstream, e' l'annuncio di un possibile sostituto del Blu-Ray, sottolineo "possibile" perche' fino a poco tempo fa si parlava (e si scriveva) con una certa frequenza dei dischi olografici di cui non parla piu' nessuno e anche la Wikipedia inglese nell'articolo dedicato ai dischi olografici non e' piu' aggiornata dal 2009.

Comunque ecco di seguito l'articolo originale uscito qualche giorno fa su Tom's Hardware ( http://www.tomshw.it ):

Supporti ottici da 50 Terabyte a basso costo?

di Dario D'Elia
Mercoledì 26 maggio 2010

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Tokyo ha scoperto un nuovo materiale che potrebbe rivoluzionare il mercato dell'archiviazione. Si parla di 50 TB con spese produttive inferiori rispetto ai supporti tradizionali.

Supporti ottici a basso costo capaci di archiviare dati un migliaio di volte in più rispetto ai comuni Blu-Ray. Questa l'incredibile sfida di un gruppo di ricercatori dell'Università di Tokyo: il segreto è in un nuovo e rivoluzionario materiale basato su cristalli di ossido di titanio.

In pratica, come ha spiegato il professor Shin-ichi Ohkoshi, l'esposizione a un raggio luminoso di una certa frequenza permette al materiale di cambiare stato: da conduttore a semiconduttore. Il risultato è un effetto "on-off" perfetto per l'archiviazione digitale di dati.

I ricercatori al momento stanno lavorando su particelle con diametro compreso tra 5 e 20 nanometri. Una condizione sufficiente per creare dischi capaci di archiviare decine di Terabyte, che ovviamente però richiederanno lettori e masterizzatori compatibili.

Un altro aspetto interessante della scoperta è che il prezzo di mercato dell'ossido di titanio è pari a un centesimo di quello dei classici materiali rari (antimonio, tellurio, germanio) adottati per i riscrivibili Blu-Ray e DVD.

Ohkoshi ha confermato che a breve inizieranno le trattative con le aziende del settore; difficile prevedere i tempi di implementazione e vendita dei primi prodotti.

domenica 16 maggio 2010

DDL 733, ovvero attentato alla liberta' della rete

Giro ai lettori del mio blog una notizia di cui sono venuto a conoscenza e giro pure il testo "incriminato" (piu' sotto in corsivo).

Visto che utilizziamo internet per acquisire e diffondere informazioni
diffondete tra i vostri contatti il messaggio che segue:

diffondiamo.....finchè si può!!!!!!!!!!!!!

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L.
733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia
(UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di
apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet;

la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando
l'articolo nr. 60.

Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al
Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno
liberticida della"Casta".

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino
dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad
una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il
blog.

Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche
se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione
dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto
l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di
connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti
di filtraggio necessari a tal fine.

L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di
24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una
sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per
l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena
ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle
leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.

Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di
ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!

In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare
in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento
rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o
censurata.

Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una /media
company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di
risarcimento.

Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset.

Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che,
del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente
del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una
commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco
meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su
questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto
rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di
repressione internet e tutto il istema di relazioni e informazioni
sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in
Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa
alla Cina e alla Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono
stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto
Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare
le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera
informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un
problema dialettico.

Proposta di modifica n. 50.0.100 al DDL n. 733

«Art. 50-bis.

(Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecitecompiuta a mezzo internet)

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell’attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.

5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».

lunedì 19 aprile 2010

Le ultime notizie che mi hanno colpito


Edmondo Berselli








Raimondo Vianello












La tragedia polacca







La nube di cenere dall'Islanda








Questa non è esattamente una notizia e tantomeno una notizia tragica: si tratta della versione in russo del mio sito-blog sul Mondo Futuro. Per chi fosse interessato, può andare su http://ilmondofuturo.blogspot.com e cliccare su "Presentazione in Russo (Ру́сский)" o, direttamente su http://15gasudarstva.blogspot.com

venerdì 9 aprile 2010

Dell'iniziativa popolare europea, del prossimo referendum in Sudan e dello Start II

Tre notizie hanno colpito la mia attenzione in quest'ultimo periodo. Le riporto anche se non sono freschissime data la loro importanza (almeno secondo me).

La prima è che la Commissione Europea ha presentato giorno 31 marzo la proposta per il funzionamento dell'iniziativa popolare, uno strumento di democrazia diretta che va oltre la petizione polare, è un tipo di proposta legislativa ed è prevista dal bistrattato (almeno da una parte della Rete) Trattato di Lisbona. Purtroppo, però ci sono dei limiti quantitativi minimi che rendono difficile l'utilizzo concreto di questo strumento. Da cittadino europeo spero che la proposta venga migliorata prima di diventare legge o legge-quadro... pardon regolamento o direttiva.


La seconda è che a gennaio 2011 ci sarà il referendum per l'indipendenza del Sud Sudan, indipendenza che non sposta molto a livello del mio “Mondo Futuro”, ma che mostra la difficoltà fra persone di religioni e culture diverse di coabitare pacificamente e “lancia” quindi un segnale preoccupante.


La 3a è la firma del trattato Start 2 da parte di Russia e Stati Uniti, su cui non c'è molto da aggiungere dato che se ne è parlato molto. L'unica cosa che mi sento di rimarcare è che Obama, dopo qualche titubanza iniziale sta ripagando la fiducia dei suoi elettori e di un famoso comitato norvegese...


Di seguito e in corsivo 2 articoli sulla 1° notizia, il primo positivo, il secondo che mostra rebus sic stantibus i limiti di tale proposta.


La Commissione Europea ha presentato oggi la proposta per il funzionamento
dell'iniziativa popolare, la nuova possibilità introdotta dal Trattato di
Lisbona che per la prima volta permette ai cittadini di proporre all'Ue
nuove misure legislative negli ambiti di competenza comunitaria.

Nella proposta di Bruxelles, sarà necessario "almeno un milione di firme
provenienti da almeno un terzo degli stati membri" da raccogliere "entro un
anno", si legge nel documento. La Commissione, però, dovrà verificare
l'ammissibilità della proposta "appena siano raggiunte le 300mila firme
provenienti da 3 stati membri diversi" e poi, una volta completata la
raccolta firme, avrà quattro mesi per esaminare la proposta vera e propria.
"Trovo che l'iniziativa dei cittadini sia un'idea entusiasmante, perchè
introdurrà nell'Ue una forma di democrazia partecipativa del tutto nuova",
ha dichiarato il commissario alle relazioni interistituzionali Maros
Sefcovic.

Le proposte legislative dei cittadini, che vanno al di là della semplice
petizione finora possibile a livello Ue e simile al meccanismo di referendum
propositivo presente a livello nazionale in alcuni paesi europei, dovranno
essere registrate su un apposito database online della Commissione. Se però
queste fossero in contrasto con i valori fondamentali dell'Ue possono essere
rifiutate già al momento della registrazione. Non ci sono restrizioni per le
modalità di raccolta firme, ma spetterà agli stati membri accertare che
quelle registrate online siano 'certificate'. Ora spetta a Parlamento
europeo e Consiglio trovare un accordo sulla proposta della Commissione, che
si augura che questo "avvenga entro l'anno in modo che le prime iniziative
possano essere presentate già all'inizio del 2011".

Fonte:
http://www.loccidentale.it/articolo/ue.+presentata+proposta+per+misure+legislative+d%27iniziativa+popolare.0088698


European Citizens' Initiative: Keep it simple and accessible!

The Treaty of Lisbon adds a whole new dimension of participatory democracy to the European Union next to that of representative democracy. The European Citizens’ Initiative (ECI) enables one million citizens from a range of countries to come together and call directly on the Commission to take action on an issue that is important to them.

Currently, the Commission and the Presidency are working on the exact implementation of the European Citizens’ Initiative, the requirement and how the procedure to start an ECI should exactly look.

LYMEC President Aloys Rigaut comments: "We of course welcome the swift introduction of the European Citizens’ Initiative. It will help to bridge the gap between the European Union and its citizens, and will make our democracy stronger. But we can simply not accept that EU citizens are not treated equally by requiring that signatures should come from 'a significant number of Member States'. If we want this new tool to be successful, we need to make it as easy as possible to understand and use, rather than filling it in with such technocratic hurdles. Our focus is and should remain the user, the citizen."

LYMEC Vice President Alexander Plahr adds: "Proposals like fixing a 2% threshold per member state when collecting signatures for the initiative are clearly the opposite of making the process simple! For example, 2% of Spain's population would be around 940.000 people. The same goes for ex-ante procedures to filter the legal nature of the initiative (before starting to collect the signatures).

We all knew that this new mechanism would not place the EU in the camps of California or Switzerland when it comes to direct democracy, but if this whole project shall not end up with even more frustration than before, no restrictive measures must be implemented. Europe’s citizens need a low-threshold initiative!"

Fonte: http://lymec.org/index.php?name=News&file=article&sid=763

lunedì 22 marzo 2010

Sto lavorando... “per voi”

In questo periodo di attentati alla democrazia (in Italia) e di attentati alla laicità (in Turchia), nonché di terremoti che – purtroppo - stanno spargendo distruzione (Cile, Turchia, Haiti) anche se talvolta ciò non accade grazie anche alla solidità delle costruzioni (Giappone), in questo periodo pieno di notizie – anche se non propriamente positive e alle quali andrebbero aggiunte quelle sulla continua persecuzione dei Cristiani nelle varie aree del Mondo – non ho aggiornato il mio blog anche perche' sto facendo il vocabolario xomese-italiano cui dedico il mio poco tempo libero ed ho anche leggermente corretto – una prima volta giorno 12 marzo e una seconda volta giorno 19 - il Mondo Futuro 3° edizione, le cui – limitatissime – modifiche ho pubblicato su Lulu e riporto qui di seguito.


Differenze fra 3° edizione e 3° edizione bis:


1) tolte le parole “Lo sport.” dall'indice analitico (pag.7)

2) cambiata la nota 32 a pag.49

3) aggiunta la nota 111 a pag. 77

4) a pag. 96:

I) cambiato “Ka (dall'esperanto Kanado)” in “Ka (dallo xomese Kanade)

II) allineata la parola “parlamentare”

5) a pag. 100 “Piccole Antille (Port of Spain)” diventa “Piccole Antille (Roseau)”


Differenze ulteriori con la 3° edizione tris:


6) modifiche a pag. 103-105 (Russia) e a pag. 105 (Siberia) per le 5 fusioni amministrative in Russia riportate su Wikipedia;

7) modifica alla grandezza del carattere della parola “Lucknow” a pag.109;

8) modifiche a pag. 110 sul numero dei catepi sempre dovuto alle 5 fusioni amministrative.


Pagina di Wikipedia sulle fusioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Soggetti_federali_della_Russia#Fusioni

I miei blog personali

Blog tematici (attivi):
A) Blog umanitari:
1) Il Mondo Futuro
2) Il blog del womese in italiano
3) Storia delle Lingue
4) Stabecone

B) Blog culturali:
1) Mikipedie
2) La Baya
3) Sport con la Palla

C) Blog Cristiani:
1) Cristianesimo

Blog generalisti (inattivi):
Il 3° blog di Mikelo Gulhi:
il blog con i post non presenti nel mio blog principale
Notes de Mikelo, volume 4eze: la versione womese di questo blog.
(con gli aggiornamenti dei miei vari blog)

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In questo post tutti i candidati premier delle elezioni del 13 e 14 aprile 2008.
Qui le integrazioni (cioe' piu' sotto).
Qui le liste dei candidati al Parlamento (ma in base alla legge non si possono esprimere preferenze, ma si puo' votare solo il simbolo del partito).

Chi ci guadagna dall'ammissione della DC di Pizza e dal rinvio delle elezioni?

Una delle cartine non definitive














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Catepi e Stati pluri-catepali

Gli Stati pluri-catepali sono:
1) Russia che e' penta-catepale (5 catepi)
2-6) Canada, Stati Uniti, Brasile, Cina, Australia, ognuno dei quali e' tri-catepale (3 catepi ciascuno).
Gli altri 25 Stati sono altrettanti Catepi.
Il "Catepe" e' un concetto in via di definizione: quelli che non coincidono con uno Stato Federale dovrebbero avere piu' sovranita' di uno Stato Federato, ma meno sovranita' di uno Stato Federale (per preservare l'unita' dello Stato in questione).
Per esempio, ogni Catepe infra-statale dovrebbe essere rappresentato all'ONU, ma non dovrebbe avere un esercito proprio.
Comunque ci sto pensando su.

Michele come autore e come fruitore

La mia vetrina Lulu e' a questo indirizzo:
http://www.lulu.com/spotlight/mikelo
La mia audioteca di LastFM e' a quest'indirizzo:
http://www.lastfm.it/user/MikeloGulhi

La mio biografia è a quest'indirizzo:
http://it.wikikulture.wikia.com/wiki/Michele_Guglielmino