Il Mondo Futuro Preciso a 22 Catepi e 19 Stati

Il Mondo Futuro Preciso a 22 Catepi e 19 Stati

Contro la Pena di Morte

Questo blog è a favore dell'Abolizione Internazionale della Pena di Morte
Approvata in commissione ONU la moratoria sulla Pena di Morte e ratificata dall'Assemblea Generale il 18/12/2007. E' un gran giorno per l'umanità.
La petizione contro la Pena di Morte si può firmare qui .

lunedì 31 dicembre 2007

“Il migliore del 2007 per un migliore 2008” - La crisi dei subprime e il valore del lavoro

L'amico blogger (o “blogatore”, come dico io) Riccardo ha lanciato l'iniziativa “Il migliore del 2007 per un migliore 2008” (per maggiori informazioni vai qui). Aderisco con entusiasmo all'iniziativa e a differenza di quanto preannunciato ripesco un vecchio post d'annata, nell'epoca pre-oknotizie, il primo che ha avuto un certo riscontro di lettori: il post sulla crisi dei subprime. Il post, che spiega in maniera concisa (ma non troppo) la maggiore crisi finanziaria dell'anno appena trascorso, acquista, per le riflessioni che chiudono il post, un particolare sapore in questo periodo post-tragedia Thyssen. Mi scuso per aver messo un post “di lotta” ma mi sembra più giusto non dimenticare, neanche in questi momenti, soprattutto in questi momenti, per far sì che l'anno prossimo non ripetiamo certi errori.
Buon 2008 a tutti gli OKNOtiziani, a tutti i Luluani, a tutti i Wikipediani, agli utenti dei vari forum che (discontinuamente) frequento, ai miei lettori, assidui e non, a tutti insomma.

Di seguito il post:

Il recente allarme lanciato da Mario Draghi (“Sugli effetti della crisi non sappiamo se il peggio è passato”) ha riportato al centro dell'attenzione il caso finanziario dell'anno: la crisi dei subprime: più sotto una spiegazione di cosa siano e qualche mia riflessione.

Questi ultimi 20 anni, a partire dal crollo di Wall Street del 1987, non sono stati certo privi di crisi finanziarie. L'ultima arriva dagli Stati Uniti, è “scoppiata” quest'anno ed è conosciuta come “crisi dei subprime”.
Va specificato, innanzitutto, che i subprime altro non sono che crediti (mutui, carte di credito ecc.) concessi a persone e famiglie che hanno una storia creditizia “tempestosa”, fatta di insolvenze, fallimenti (anche se negli Stati Uniti fino a poco tempo fa tale istituto, dal punto di vista tecnico-giuridico, era riservato alle imprese), pignoramenti. Per questo motivo, i subprime, concessi a persone e famiglie che non possono accedere al normale mercato creditizio, sono altamente rischiosi, sia per i crditori che i debitori ed hanno tassi di interesse abbastanza elevati.
I subprime in questione sono, essenzialmente, mutui che riguardano il mercato immobiliare e si inquadrano nella grande bolla speculativa che ha percorso tale settore dell'economia statunitense negli ultimi 20 anni. In questo periodo il valore degli immobili raddoppiava ogni 4-5 anni e non era infrequente che la gente comprasse e vendesse case nel breve periodo (4-5 anni appunto), indebitandosi in vista di guadagni futuri. Inoltre è abitudine diffusa negli US finanziare i de biti ipotecando la casa.
Data questa situazione, non deve stupire l'effetto dirompente che la crisi dei subprime ha avuto negli US e, dato il ruolo dell'economia statunitense, in tutto il mondo salvo, in parte, in Europa grazie al deciso intervento della BCE.
La crisi dei subprime dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che qualcosa non va nel sistema capitalistico attuale e apre la strada a 3 serie di riflessioni strettamente connesse fra loro.
La 1° è che il modello occidentale e, in particolare, statunitense del consumo continuo, ossessivo e, spesso, al di sopra delle propri capacità di pagamento è sbagliato sin dalle fondamenta.
La 2° è che il denaro non è una merce come le altre, anzi non è una merce è un semplice “metro” dei “beni” (materiali) e dei “servizi” (o “beni immateriali”) e come tale andrebbe trattata, limitando fortemente le speculazioni finanziarie e i giochi di borsa.
La 3° riflessione è che l'economia mondiale e la vita degli esseri umani sulla Terra si basa non sul denaro, ma sul lavoro.
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sabato 29 dicembre 2007

“Pensierini” di fine d'anno

A Natale si scrive a Babbo Natale o a Gesù Bambino (i bambini cristiani). Io, da cristiano che però crede nel libero arbitrio, scrivo ai miei simili, o almeno a quelli che “masticano” un po' l'italiano.

Spesso si fanno delle battaglie ideali per questa o quella popolazione africana; altre volte si danno soldi in beneficenza, altre volte ancora si differenzia un po' la spazzatura altre, infine, si va nei negozi di consumo equo e solidale.

“Noi ci mettiamo la nostra buona volontà, ma è la società che è malata” – è questo che molti dicono a sé stessi.

E se noi fossimo parte del problema, se i nostri comportamenti non fossero i più giusti possibili, ma quelli da seguire fossero, magari, altri?

Iniziamo con ordine.

1) La beneficenza e le battaglie ideali per le popolazioni africane.

Si pensa di fare una cosa giusta dando i soldi a questo o a quell'ente benefico. La scelta non dà risultati uguali: va scelto preferibilmente (salvo gravi motivi quali la corruzione o l'inefficienza) un ente grande, perché suddividere la beneficenza fra piccoli enti comporta che gran parte dei soldi vadano per le spese di gestione, mentre se un piccolo ente non è sovvenzionato chiude. Si riduce la scelta, ma anche lo spreco. Le grandi ONG possono attuare le cosiddette “economie di scala”.

Se siete religiosi scegliete una religione (o, se la religione è divisa in confessioni, una confessione) grande e con ampio radicamento territoriale. Anche in questo caso valgono le economie di scala e il discorso fatto precedentemente.

La scelta per certi versi migliore è che la questione venga risolta per una parte preponderante dagli Stati: fate pressioni perché il vostro Stato e/o l'organizzazione internazionale cui appartiene aiuti l'Africa o l'America Latina o uno Stato e/o organizzazione asiatica od oceanica, soprattutto in caso di calamità. O, perlomeno, fate pressioni affinché non opprima i popoli svantaggiati (vedi, per esempio, qui). Anche in questo caso vale il discorso delle economie di scala: se si andasse verso 15 Stati Federali “quasi equiestesi” sarebbe più facile gestire gli aiuti e distribuire le risorse e si avrebbero economie di scala.

2) Differenziazione della spazzatura e negozi di consumo equo e solidale

Invece di differenziare la spazzatura sarebbe meglio fare pressioni perché il proprio comune tuteli la rete idrica comunale, aumenti il numero delle fontane di acqua potabile, cosicché si possa da là attingere all'acqua, eliminando alla radice la produzione di bottiglie di plastica. Si dovrebbero far pressioni inoltre su Regioni e Province affinché venga favorita la produzione di alimenti liquidi e detersivi “alla spina”, cioè senza contenitori.

Più in generale si dovrebbero favorire i negozi di alimenti locali piuttosto che quelli del mercato equo e solidale: ognuno dei popoli dei 15 Stati (quelli del mio progetto ricomprendenti l'intero territorio mondiale) dovrebbe consumare solo gli alimenti che produce, mentre il consumatore dovrebbe preferire le produzioni della propria “provincia” (un territorio ideale di circa 10.000 kmq).

Avrei altro da consigliarvi, ma per quest'anno può bastare...

Buon Anno,

Mikelo



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giovedì 27 dicembre 2007

Contro gli EPA

Rilancio questa comunicazione che mi è arrivata:

Cara amica/amico,

in queste ultime settimane stiamo assistendo ad una folle corsa in
ordine sparso dei Paesi ACP per la firma di accordi ad interim con
l'Unione europea. Si tratta di accordi parziali che coprono solamente
il capitolo del commercio dei beni per adeguare le relazioni
commerciali Ue-ACP ai vincoli posti dalle regole dell'Organizzazione
mondiale del commercio (OMC). Un accordo parziale voluto dalla Ue che
non ha preso in minima considerazione le richieste provenienti da
numerosi Paesi ACP, e dalla stessa Unione Africana di estendere i
termini delle scadenze negoziali fissate per il prossimo 31 dicembre 2007.

Ciò che colpisce di più è l'atteggiamento arrogante della Commissione
europea, nello specifico del suo commissario al commercio, Peter
Mandelson, che non solo non ha preso in minima considerazione le
richieste ACP, ma nemmeno le osservazioni giunte in questi mesi da
vari governi europei, tra cui l'Italia, per una valutazione più
attenta di possibili soluzioni che dessero ossigeno ai negoziati senza
vincolarli a scadenze temporali così ristrette. È assurdo che uno
degli obiettivi principali degli accordi Epas sia proprio
l'integrazione regionale degli ACP, un'integrazione in realtà colpita
al cuore a causa della frammentazione che la firma degli accordi ad
interim sta causando nelle regioni ACP.

Come organizzazioni attive da anni sui temi del commercio
internazionale e dei suoi impatti sui Paesi del Sud, siamo
profondamente indignati di fronte all'aggressività di una Commissione
che utilizza la retorica dello sviluppo per affermare i propri
interessi offensivi. Per questo motivo abbiamo scritto al Ministro
Prodi perché l'Italia non accetti con indifferenza questa politica e
affermi a chiare lettere che la cooperazione si costruisce su basi
diverse, su un partenariato effettivo al servizio dei Paesi poveri e
non a loro spese. Ti proponiamo di fare altrettanto. O inviando la
stessa lettera che abbiamo spedito noi, o scrivendo tu quello che
pensi rispetto a questa situazione.

Stare in silenzio di fronte ad questo penoso spettacolo di riduzione
della politica di cooperazione a strumento di penetrazione del
capitale trasnazionale europeo sarebbe inaccettabile. Rivendicare che
il nostro Paese si faccia promotore, in sede europea e attraverso sue
concrete scelte politiche, di una maniera diversa di intendere la
cooperazione come servizio e non dominio dei popoli del Sud è il
minimo che possiamo fare per avanzare con coerenza nella costruzione e
nella pratica di alternative possibili all'attuale sistema di
globalizzazione neoliberalista.

Ti preghiamo di di inviare il messaggio agli indirizzi sotto indicati
e di mettere in copia la mail epa2007@faircoop.it in modo che possiamo
darti comunicazione dei risultati di quest'azione.

Si tratta di un gesto semplice, ma importante. Ti ringraziamo del tuo
contributo!

E-mail Presidente On Romano Prodi:segreteria.presidente@governo.it
E-mail Ministro On. Massimo D'Alema: segreteria.massimodalema@esteri.it
E-mail Vice ministro On. Patrizia Sentinelli:
segreteria.sentinelli@esteri.it

La nostra Email epa2007@faircoop.it

Campagna per la riforma della Banca mondiale (CRBM), [fair], Mani
Tese, Rete Lilliput, Crocevia, Terra Nuova, Beati i Costruttori di Pace.

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Lettera aperta della società civile al Presidente del Consiglio Romano
Prodi p.c. al ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema

alla ViceMinistra agli Esteri con delega alla cooperazione Patrizia
Sentinelli

Caro Presidente,

Le scriviamo perché condividiamo con i popoli del mondo un destino
comune, un'aspirazione di pace e di benessere collettivo. Per questo
da qualche anno stiamo seguendo i negoziati dei nuovi Accordi di
Partenariato Economico (APE o EPA) che l'Europa sta negoziando con
molte sue ex colonie in Africa, Caraibi e Pacifico (ACP). Proprio in
questi giorni esse dovranno decidere se e come rinunciare ai vecchi
accordi di cooperazione e preferenza commerciale che l'Europa ha
concesso loro negli anni Sessanta, e trasformarli in accordi di libero
scambio, aprendo i loro mercato alle merci, ai servizi e, molto
probabilmente, agli investimenti europei. Lo ricorderà sicuramente,
visto che il lancio dei negoziati EPA avvenne sotto la Sua presidenza
della Commissione europea. E ricorderà che non solo tutte le
principali Ong, le Organizzazioni agricole e le reti di solidarietà
europee e delle regioni ACP, ma le stesse agenzie delle Nazioni Unite
e la Banca mondiale, hanno lanciato negli anni segnali d'attenzione
sulle conseguenze che gli EPAs potrebbero portare allo sviluppo
economico e sociale di questi Paesi, tra i più poveri del pianeta:
de-industrializzazione, perdita di gettito fiscale e di spazio
politico, uscita dai mercati locali di milioni di piccoli produttori.

E' un fatto che nessuna delle sei regioni ACP coinvolte nel negoziato
firmerà al completo gli accordi "ad interim" che avvieranno
concretamente, anche se parzialmente, questo cambiamento di relazioni
entro la fine dell'anno, ed è un fatto che due tra esse, tra le più
importanti, cioè Africa Occidentale e Centrale, abbiamo chiesto
espressamente una proroga delle scadenze negoziali, perché temono che
gli stessi accordi "ad interim", pur se parziali, colpiscano al cuore
i processi di integrazione regionale dei loro Paesi, che sarebbero,
sulla carta, uno dei principali obiettivi degli stessi EPA. A Lisbona,
in occasione del summit UE-Africa, avrà avuto modo di constatare
direttamente il malessere diffuso anche all'interno delle diplomazie
africane rispetto all'atteggiamento impositivo della Commissione
Europea in questa fase delicata del processo negoziale. L'ostinazione
quasi personale del Commissario Peter Mandelson, che più volte ha
attaccato direttamente l'apertura al dialogo promossa con coerenza e
costanza dal Governo italiano, di voler chiudere accordi ad interim
con più Paesi possibili declassando il livello di partenariato e di
preferenze commerciali con quelli che rifiutano un accordo in così
breve tempo, crediamo sia una forzatura del tutto illegittima ed
inopportuna nel quadro delle relazioni politiche ed economiche UE-ACP.
Il prossimo 20 dicembre il Consiglio europeo approverà il regolamento
per la concessione di un accesso "duty and quota free"
agli ACP che avranno firmato l'accordo ad interim. Ma la partita a
nostro avviso non è ancora chiusa.

Per questo motivo Le chiediamo:

1. di proporre in sede europea un segnale di distensione nel processo
negoziale evitando d fissare nuove scadenze per la firma di un accordo
complessivo (il cosiddetto Full EPA), escludendo dall'agenda in
discussione gli investimenti (i cosiddetti Temi di Singapore, già
esclusi dai negoziati WTO) e in generale le Trade-Related Issues,
garantendo tutte le flessibilità necessarie per un accordo sui servizi
(tra i quali prioritariamente acqua, istruzione e sanità), e per
permettere di proteggere i prodotti dell'agricoltura familiare da cui
dipende la maggioranza della popolazione, salvaguardando uno spazio
politico adeguato di autodeterminazione per i Paesi ACP.

2. di imprimere un chiaro indirizzo di solidarietà nella politica di
cooperazione allo sviluppo italiana, innanzitutto con l'approvazione
della tanto auspicata Riforma della legge 49/1987, che garantirebbe
maggiore coerenza, coordinamento ed efficacia alla politica estera del
nostro Paese. L'Italia dovrebbe, inoltre, allocare i fondi destinati
agli aiuti al commercio solo in presenza di un processo trasparente e
partecipato di definizione, esborso e monitoraggio degli stessi.
Questi fondi dovrebbero essere orientati al benessere diffuso dei
Paesi riceventi, addizionali rispetto ai programmi di cooperazione,
finalizzati al sostegno dell'integrazione regionale, allo sviluppo di
un commercio locale più solidale e sostenibile e, soprattutto, non
essere utilizzati quale moneta di scambio per l'imposizione di
politiche-capestro di liberalizzazione.

3. Come ribadito nelle conclusioni del GAERC dello scorso 19-20
novembre, chiediamo che vengano elaborati e implementati meccanismi in
grado di vincolare l'implementazione degli accordi a precisi
benchmarks di sviluppo umano e benessere diffuso, in trasparenza e
cooperazione con le rappresentanze delle comunità locali, della
società civile e dei Parlamenti.

Rimaniamo in di una risposta positiva e di un Suo pronto e fattivo
interessamento.

La tua firma.

L'immagine per il banner è la seguente:









Il link per il banner è il seguente (il link a questo post):

http://mikelogulhi.blogspot.com/2007/12/contro-gli-epa.html

Il banner è composto dall'immagine che linka questo post, come nel banner a lato.


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lunedì 24 dicembre 2007

Contro gli abusi sui bambini

E' nata nell'ambito del gruppo di "editoria sociale" di oknotizie (http://oknotizie.alice.it) un iniziativa contro gli abusi sui minori per informare il grande pubblico circa questa piaga sociale.
Lo scopo non è, ovviamente, meramente informativo ma mira alla prevenzione e alla lotta contro questo aberrante fenomeno.
Questo è il banner dell'iniziativa:









Maggiori informazioni li potete trovare qui: http://psiche-soma.blogspot.com/2007/12/iniziativa-blogger-contro-gli-abusi_24.html
A questo indirizzo potete trovare i link ai vari post che trattano l'argomento e i "blogatori" (o blogger) che partecipano all'iniziativa.

sabato 22 dicembre 2007

Buon Natale in Lingua













Riprendo da http://dottorstranoweb.blogspot.com:

Buon natale nelle varie lingue del mondo:

Buon Natale
Merry Christmas
メリークリスマス
Frohe Weihnachten
Joyeux Noel
聖誕快樂
Glædelig Jul
Kαλά Χριστούγεννα
Feliz Navidad
Sretan Božić
Mutlu Noeller
Срећан Божић
Giáng sinh vui vẻ
Eguberri on
Fijne kerstdagen
Kellemes Karácsonyi Ünnepeket
Feliz Natal
Hiallahhhaall et hancha Hiollohhhooll
عيد ميلاد سعي
Vrolijk Kerstfeest
圣诞快乐
God Jul
Natale hilare
Crăciun fericit
Gajan Kristnaskon
메리 크리스마스
Bada Din mubarak ho
Glædelig Jul
Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand
Selamat Hari Natal
Rehus-Beal-Ledeats
Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo
חג מולד שמח
Sawadee Pee Mai
Selamat Hari Natal
Il-Milied It-tajjeb
Bon Nadal
Gezur Krislinjden
Gesëende Kersfees
счастливого Рождества
Gladur Jól
Sikukuu njema ya Krismasi
Честита Коледа
Veselé Vánoce
Priecīgus Ziemassvētkus
Wesołych Świąt Bożego Narodzenia
Hyvää Joulua
کریسمس مبارک
Maligayang Pasko
Gledelig Jól
کرسمس مبارک
Nollaig shona diabh
Bo Nadal

giovedì 20 dicembre 2007

Hillary e Bill: 2 vicende slegate?

È di questi giorni la notizia che Hillary Rodham Clinton è stata presa di mira dai giornali e più in generale dai media repubblicani perché aveva (ha) le rughe che sono apparse in qualche foto non ufficiale. Sempre di questi giorni è la notizia che Bill Gates l'ex uomo più ricco del Mondo (il “campione” in carica lo trovi qui) è stato attaccato dal Los Angeles Time perché i suoi aiuti condizionati (legati più alla lotta all'AIDS che a malattie maggiormente diffuse in Africa e/o al problema della fame) hanno più effetti negativi che positivi sul Continente Nero.

Ora queste due vicende sono apparentemente slegate ma, in realtà, c'è un “filo rosso” che le tiene legate. Questo “filo rosso” che funge da trait d'union è che viviamo in una società dell'immagine in 2 sensi:

il 1°, rispecchiato dal caso-Hillary, è che conta l'immagine fisica del nostro corpo, la sua (nostra) “prestanza atletica”, i vestiti con cui è “adornato”;

il 2°, connesso col caso-Bill, è che conta più ciò che “mostriamo” di fare che ciò che facciamo davvero.

Ora non vorrei annoiarvi con le mie idee sul contenimento dei costi per lo sport, sull'utilità delle passeggiate a piedi, con il senso profondo del detto evangelico “non sappia la sinistra ciò che fa la tua destra”, ecc. : mi limito solo a segnalarvi che una società veramente moderna deve essere al di là dell'attuale società dell'immagine, deve badare più alla “sostanza” che alla “forma”, solo così si potrà salvare il Mondo, il nostro mondo dal degrado ambientale e sociale.


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lunedì 17 dicembre 2007

Pena di Morte: cosa succederà? Ci sarà la primavera del Diritto?

Da www.sanremonews.it apprendo che: In occasione della Moratoria promossa dall’ONU contro la pena di morte, domani a Sanremo verrà illuminata la statua della Primavera di Corso Imperatrice, simbolo di speranza.

Questa notizia ben rappresenta la tensione morale, che si esprime anche attraverso i simboli, di molti abolizionisti della prima ora, mentre l'ormai risaputa notizia che il New Jersey ha abolito la pena capitale sembra un segnale positivo. Domani vedremo cosa succederà. Speriamo che le Nazioni Unite decidano per il meglio.


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Africa (Ovest, Est e Sud): fra primavera africana ed EPA

Mentre la Nigeria (Ovest Africa) è diventata la terza capitale mondiale del cinema tanto da meritarsi il soprannome Nollywood, ad Algeri (Algeria, Ovest Africa) sono stati uccisi 4 integralisti tra cui l' “emiro” di Skikda Massoud.

Mentre l'Egitto (Est Africa) secondo equilibri.net ( http://tinyurl.com/26xyw4 ) si avvia a puntare alle fonti energetiche alternative, la Libia (Est Africa) dal canto suo ottiene da Parigi, fra le altre cose, una centrale nucleare (vedi http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=227887 ).

Mentre nel Sudafrica o “Sudafrikia” (Sud Africa) il partito ANC sceglie il proprio capo e il proprio candidato Presidente in un clima democratico, nello Zimbabwe piuttosto che nello Zambia (entrambi Sud Africa), la situazione è distante dai nostri standard di democrazia.

Insomma la “primavera africana” che certi commentatori ravvisano (vedi per esempio: http://tinyurl.com/28q8r6 ) non è priva di contraddizioni e certo non la favoriscono i possibili accordi EPA contro cui sta lottando Padre Zanotelli ( http://www.vivicorato.it/News/news.asp?id_not=4644 ) e molti altri “uomini di buona volontà”, nonché i contadini africani.


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giovedì 13 dicembre 2007

Il Trattato di Lisbona

Ieri mattina, 13/12/2007, c'è stata la firma del Trattato di Lisbona. Ma cos'è questo nuovo trattato europeo?

Ecco come viene presentato nel sito dell'Europa
( http://europa.eu/lisbon_treaty/glance/index_it.htm ):


Il 18 ottobre 2007 i leader dell’Unione europea hanno adottato il trattato di Lisbona, mettendo fine a diversi anni di negoziati sulla riforma istituzionale.

Il trattato di Lisbona modifica il trattato sull’Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, attualmente in vigore, senza tuttavia sostituirli. Il nuovo trattato doterà l’Unione del quadro giuridico e degli strumenti necessari per far fronte alle sfide del futuro e rispondere alle aspettative dei cittadini.

  1. Un’Europa più democratica e trasparente, che rafforza il ruolo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, offre ai cittadini maggiori possibilità di far sentire la loro voce e chiarisce la ripartizione delle competenze a livello europeo e nazionale.
    • Un ruolo rafforzato per il Parlamento europeo: il Parlamento europeo, eletto direttamente dai cittadini dell’UE, sarà dotato di nuovi importanti poteri per quanto riguarda la legislazione e il bilancio dell’UE e gli accordi internazionali. In particolare, l’estensione della procedura di codecisione garantirà al Parlamento europeo una posizione di parità rispetto al Consiglio, dove sono rappresentati gli Stati membri, per la maggior parte degli atti legislativi europei.
    • Un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali: i parlamenti nazionali potranno essere maggiormente coinvolti nell’attività dell’UE, in particolare grazie ad un nuovo meccanismo per verificare che l’Unione intervenga solo quando l’azione a livello europeo risulti più efficace (principio di sussidiarietà). Questa maggiore partecipazione, insieme al potenziamento del ruolo del Parlamento europeo, accrescerà la legittimità ed il funzionamento democratico dell’Unione.
    • Una voce più forte per i cittadini: grazie alla cosiddetta “iniziativa dei cittadini”, un gruppo di almeno un milione di cittadini di un certo numero di Stati membri potrà invitare la Commissione a presentare nuove proposte.
    • Ripartizione delle competenze: la categorizzazione delle competenze consentirà di definire in modo più preciso i rapporti tra gli Stati membri e l’Unione europea.
    • Recesso dall’Unione: per la prima volta, il trattato di Lisbona riconosce espressamente agli Stati membri la possibilità di recedere dall’Unione.
  2. Un’Europa più efficiente, che semplifica i suoi metodi di lavoro e le norme di voto, si dota di istituzioni più moderne e adeguate ad un’Unione a 27 e dispone di una maggiore capacità di intervenire nei settori di massima priorità per l’Unione di oggi.
    • Un processo decisionale efficace ed efficiente: il voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio sarà esteso a nuovi ambiti politici per accelerare e rendere più efficiente il processo decisionale. A partire dal 2014, il calcolo della maggioranza qualificata si baserà sulla doppia maggioranza degli Stati membri e della popolazione, in modo da rappresentare la doppia legittimità dell’Unione. La doppia maggioranza è raggiunta quando una decisione è approvata da almeno il 55% degli Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell'Unione.
    • Un quadro istituzionale più stabile e più semplice: il trattato di Lisbona istituisce la figura del presidente del Consiglio europeo, eletto per un mandato di due anni e mezzo, introduce un legame diretto tra l’elezione del presidente della Commissione e l’esito delle elezioni europee, prevede nuove disposizioni per la futura composizione del Parlamento europeo e per una Commissione ridotta e stabilisce norme più chiare sulla cooperazione rafforzata e sulle disposizioni finanziarie.
    • Migliorare la vita degli europei: il trattato di Lisbona migliora la capacità di azione dell’UE in diversi settori prioritari per l’Unione di oggi e per i suoi cittadini. È quanto avviene in particolare nel campo della “libertà, sicurezza e giustizia”, per affrontare problemi come la lotta al terrorismo e alla criminalità. La stessa cosa si verifica, in parte, anche in ambiti come la politica energetica, la salute pubblica, la protezione civile, i cambiamenti climatici, i servizi di interesse generale, la ricerca, lo spazio, la coesione territoriale, la politica commerciale, gli aiuti umanitari, lo sport, il turismo e la cooperazione amministrativa.
  3. Un’Europa di diritti e valori, di libertà, solidarietà e sicurezza, che promuove i valori dell’Unione, integra la Carta dei diritti fondamentali nel diritto primario europeo, prevede nuovi meccanismi di solidarietà e garantisce una migliore protezione dei cittadini europei.
    • Valori democratici: il trattato di Lisbona precisa e rafforza i valori e gli obiettivi sui quali l'Unione si fonda. Questi valori devono servire da punto di riferimento per i cittadini europei e dimostrare quello che l’Europa può offrire ai suoi partner nel resto del mondo.
    • I diritti dei cittadini e la Carta dei diritti fondamentali: il trattato di Lisbona mantiene i diritti esistenti e ne introduce di nuovi. In particolare, garantisce le libertà e i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali rendendoli giuridicamente vincolanti. Il trattato contempla diritti civili, politici, economici e sociali.
    • Libertà dei cittadini europei: il trattato di Lisbona mantiene e rafforza le quattro libertà fondamentali, nonché la libertà politica, economica e sociale dei cittadini europei.
    • Solidarietà tra gli Stati membri: il trattato di Lisbona dispone che l'Unione e gli Stati membri sono tenuti ad agire congiuntamente in uno spirito di solidarietà se un paese dell’UE è oggetto di un attacco terroristico o vittima di una calamità naturale o provocata dall'uomo. Pone inoltre l’accento sulla solidarietà nel settore energetico.
    • Maggiore sicurezza per tutti: la capacità di azione dell'Unione in materia di libertà, sicurezza e giustizia sarà rafforzata, consentendo di rendere più incisiva la lotta alla criminalità e al terrorismo. Anche le nuove disposizioni in materia di protezione civile, aiuti umanitari e salute pubblica contribuiranno a potenziare la capacità dell'Unione di far fronte alle minacce per la sicurezza dei cittadini.
  4. Un’Europa protagonista sulla scena internazionale, il cui ruolo sarà potenziato raggruppando gli strumenti comunitari di politica estera, per quanto riguarda sia l’elaborazione che l’approvazione di nuove politiche. Il trattato di Lisbona permetterà all'Europa di esprimere una posizione chiara nelle relazioni con i partner a livello mondiale. Metterà la potenza economica, umanitaria, politica e diplomatica dell’Europa al servizio dei suoi interessi e valori in tutto il mondo, pur rispettando gli interessi particolari degli Stati membri in politica estera.
    • La nuova figura di alto rappresentante dell'Unione per la politica estera e di sicurezza comune, che sarà anche vicepresidente della Commissione, è destinata a conferire all'azione esterna dell'UE maggiore impatto, coerenza e visibilità.
    • Un nuovo servizio europeo per l’azione esterna assisterà l’alto rappresentante nell’esercizio delle sue funzioni.
    • La personalità giuridica unica conferita all’Unione ne rafforzerà il potere negoziale, potenzierà ulteriormente la sua azione in ambito internazionale e la renderà un partner più visibile per i paesi terzi e le organizzazioni internazionali.
    • La politica europea di sicurezza e di difesa, pur conservando dispositivi decisionali speciali, agevolerà la cooperazione rafforzata tra un numero ristretto di Stati membri.

Per chi ne volesse saperne di più ci sono anche le domande più frequenti (cosiddette "faq") a questo indirizzo: http://europa.eu/lisbon_treaty/faq/index_it.htm
nonché la presentazione del trattato su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_riforma#Iter_di_approvazione
Mi sembra degna di nota la chiusa dell'articolo wikipediano:
il "think tank" euroscettico "Openeurope" si è spinto fino all'analisi dettagliata, notando che il Trattato di riforma è al 96% identico alla Costituzione europea.

lunedì 10 dicembre 2007

Russia e Siberia

In Russia la notizia più importante di questo periodo è, oltre alla vittoria di Russia Unita alle elezioni, la designazione da parte di Putin del successore Medvedev, attuale numero 1 di Gazprom. Al di là dell'euforia dei mercati russi e non, al di là di una vocazione “liberale” del delfino putiniano, mi sembra che l'era Putin, che potrebbe continuare de facto con un rispetto solo formale della Costituzione Russa, abbia troncato le tendenze centrifughe e disgregatrici e ridato alla Russia il ruolo che le compete ad un prezzo molto alto per la democrazia e i diritti umani in Russia.

In ogni caso, la ventilata fusione Bielorussia-Russia mi sembra, da sostenitore dei 15 Stati Federali, peggio di una modifica di diritto o di fatto della Costituzione.

Europa

3 sono le notizie riguardanti l'Europa: l'affaire Kosovo, l'accordo di partneriato strategico con l'Africa e il Trattato di Lisbona (o “Trattato di Riforma”).

Per il Kosovo esco dal coro dei media mainstream che si limitano a riportare la notizia o a dichiararsi favorevoli alla posizione prevalente in Europa e di cui la Gran Bretagna è il principale alfiere: per me il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo è uno sbaglio. E ritengo che sia tale per gli stessi motivi addotti dalla Russia e dai membri “Eu” Cipro, Slovacchia, Grecia e Spagna. I motivi, tra l'altro espressi molto garbatamente da Sergio Romano sul tg di La7 qualche giorno fa sono sostanzialmente 2: 1) è un cattivo precedente e 2) ci potrebbe essere un “effetto domino”. Mi sembrano motivazioni tutt'altro che campate in aria, considerando che, a differenza degli altri territori ex-jugoslavi, il Kosovo non aveva lo status di repubblica federale e il suo distacco non arriva in un periodo di guerra ma in un periodo certo travagliato ma tutto sommato pacifico per la regione. Dare l'indipendenza al Kosovo potrebbe essere un incentivo alla Transnistria, piuttosto che ai Paesi Baschi o alla Macedonia Greca o alla parte turca di Cipro.

Per quanto riguarda il vertice Europa-Africa, sono contento che i Capi di Stato africani abbiano detto no agli EPA che sarebbero un disastro per le economie locali, in particolare per il settore agricolo. Nel complesso mi sembra, stando alle notizie filtrate dai mass media, che l'Africa si sia affrancata da una sudditanza post-coloniale e questo, al di là dei singoli casi di Capi di Stato-dittatori, mi sembra un fatto positivo.

La 3° notizia (in realtà lo si sa già da mesi, ma è importante ricordarlo) è che il 13 di questo mese ci sarà la firma ufficiale del travagliato Trattato di Lisbona, la possibile 5° revisione generale del trattato CE. Al momento sembra che né la Rai né La 7 copriranno l'evento come risulta dai rispettivi siti, ma in Italia nulla è mai definitivo...

Al di là dei loro possibili errori, l'Europa e l'Italia restano nel mio cuore, l'una come Patria, l'altra come appartenenza più specifica (idem per la regione cui appartengo), per questo spero che il Trattato di Lisbona venga approvato: per un'Europa più forte in un Mondo più unito.

martedì 4 dicembre 2007

Russia

Una breve spigolatura sulle elezioni in Russia: vorrei sapere dove si sono nascosti gli iper-realisti che considerano Putin un grande “capo” democratico: anche il buon Bush li ha abbandonati.

Australia

Kevin Rudd, “capo” laburista, è fresco vincitore delle elezioni e neo-premier dello Stato per eccellenza dell'emisfero meridionale (con cui condivide il nome o, rectius, la radice austral- in molte lingue). La notizia più importante però è, forse, che uno di primi atti del suo mandato è stato ratificare il protocollo di Kyoto in concomitanza della discussione sul clima a Bali che si concentra in 2 conferenze parallele: la 13ª Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e a 3ª Conferenza delle Parti (cioè degli stati-parti del Protocollo di Kyoto).

Sempre in Australia la Nutella è entrata nella lista nera dei prodotti “imbroglioni”, lista stilata da un'associazione di consumatori del paese dei canguri. Il tutto perché viene presentata come prodotto a basso contenuto glicemico (!!!).

Questo è inoltre scritto nel sito del Tgcom (www.tgcom.mediaset.it):

Nella lista nera si trovano, per la cronaca, anche guinzaglio che si strappa al minimo sforzo, un succo di frutta che costa circa 50 euro ma con pochissime vitamine e un frisbee di cui il manuale avverte che non deve essere tirato verso le persone. La lista, secondo il portavoce di Choice Christopher Zinn, "vuole evidenziare la pazzia di alcuni dei prodotti presenti sul mercato australiano".

Follie del marketing, di cui noi ambientalisti non siamo esattamente degli ammiratori, soprattutto quando consuma troppe risorse.

Arcope

La notizia più importante nell'Arcope è la sconfitta di misura patita da Chavez nel referendum da lui promosso. Mi sembra un'ottima notizia, sia perché nessun popolo si “merita” un Presidente a vita, sia perché molte delle altre proposte sottoposte a referendum dal “fantasioso” presidente venezuelano mi sembra(va)no estremiste e controproducenti. Quanto ai “complimenti per la sconfitta” giunti dal Sud America e da tutto il Mondo, mi sembra che la diplomazia, molto importante in chiave internazionale, sfiori spesso il ridicolo.

Brasile

La tentata unificazione tramite riforma del sistema fiscale del Brasile è la notizia più importante del subcontinente brasiliano. Questa riforma, secondo molti opinionisti, non andrà in porto sia per l'opposizione degli Stati federati brasiliani e, in particolare, di quelli che potrebbero risultare svantaggiati dalla riforma, sia perché l'anno prossimo è un anno elettorale.

Altra notizia, di minore importanza ma fino ad un certo punto, è che il Brasile abbia adottato il sistema di TV in alta definizione giapponese. Spero che gli Stati sudamericani di lingua spagnola (tutti ad eccezione del Brasile e delle 3 Guyane [la Guayana è un territorio politicamente Europeo, non uno Stato: lo so] ) adottino lo stesso sistema “fra loro” (anche se diverso da quello brasiliano).

lunedì 26 novembre 2007

Stati Uniti e Messicani; Europa (Italia) e gli immigrati

Riporto da “La stampa” (www.lastampa.it):

Si chiama Jesus Manuel Cordova, è un giovane messicano e sarebbe stato solo uno dei tanti immigrati che cercano di attraversare clandestinamente il confine con gli Stati Uniti, se non avesse incontrato il piccolo Christopher, rimasto solo e perso nel sud del deserto dell’Arizona dopo la morte della madre in un incidente d’auto, e non avesse deciso di prendersi cura di lui in attesa dei soccorsi: si è trasformato così nel suo “angelo custode”, anche se il suo gesto generoso gli è costato l’arresto da parte degli agenti di frontiera.


Questa notizia, unita agli ultimi delitti in cui sono coinvolti italiani (si pensi a Raffaele Sollecito implicato nel caso “Meredith”, al poliziotto coinvolto nell'omicidio del tifoso Gabriele Sandri, al cacciatore suicida (Giordano Trenti) e probabile assassino di un suo amico, Maurizio Cioni, della cui moglie si era innamorato) ci fa capire che non sempre gli stranieri sono “il male” mentre noi indigeni siamo il “bene”. Queste notizie, insomma, ci fanno capire che la vecchia e religiosa distinzione “buoni” vs “cattivi”, al di là di estremizzazioni manichee, è più importante di qualsiasi distinzione etnica. E che, come ricordava in un'intervista televisiva un ex deportato nei campi di sterminio, non ci sono popoli cattivi ma “solo” individui cattivi.


Altre considerazioni che sorgono dalla notizia specifica sul tifoso ucciso è che bisogna considerare colpe e attenuanti in un processo e che il ritorno ad uno sport non professionistico non è solo un'utopia possibile, ma anche un'utopia necessaria.


A chi interessa sapere, come è finita la vicenda messicano-statunitense, ecco la conclusione (sempre da www.lastampa.it):

Ora Christopher, che aveva già perso il padre pochi mesi fa, sarà preso in custodia dallo zio, il suo salvatore invece è stato immediatamente rimpatriato.

Canada e Stati Uniti: la giustizia e il taser

Riprendo dal sito della Rai (www.rai.it) :

Robert Knipstrom, 36 anni, è la terza vittima in un mese delle controverse armi in dotazione delle Giubbe Rosse canadesi, della polizia americana e in molti stati d'Europa: la seconda a Vancouver da ottobre, quando l'immigrato polacco Robert Dziekanski è rimasto ucciso dopo una doppia scarica letale di Taser all'aeroporto internazionale


Sembrerebbe che il taser non sia una pistola innocua come ci veniva presentata.


Più sotto nello stesso articolo:

Un'altra inchiesta è stata aperta, sempre in Canada, sulla morte di un uomo di 45 anni venerdi' scorso in Nova Scotia, 30 ore dopo essere stato colpito dal manganello elettrico della polizia.


E ancora (sempre da www.rai.it) :

La scorsa settimana negli Stati Uniti un ragazzo di 20 anni, Jarrell Grey, è morto sul colpo dopo esser stato colpito da una scarica di Taser a Frederick, nel Maryland, non lontano da Washington. Altri due uomini negli stessi giorni sono rimasti uccisi a Jacksonville in Florida. Domenica scorsa un'altra vittima in New Mexico: un ragazzo di 20 anni è stato colpito dal Taser ed è morto mentre cercava di sfuggire all'arresto.


Insomma non è un caso se le pistole elettriche o taser sono state

definite da una commissione delle Nazioni Unite una ''potenziale forma di tortura” che in certi casi ''può provocare la morte”. (fonte www.instablog.it)

lunedì 19 novembre 2007

Sud-Est Asia

Il recente ciclone nel Bangladesh è stato definito da “Il Giornale” (sicuramente non comunista né ambientalista) uno dei più disastrosi nella storia del Bangladesh. Al di là del fatto che lo stesso articolo e quelli corrispondenti degli altri quotidiani, precisavano che c'erano stati eventi disastrosi simili nel 1970 e nel 1997, voglio rilevare come la distanza fra tali eventi (basandomi già sugli ultimi 3) si stia accorciando. Forse più che il pur lodevole aiuto delle ONG e i 2 milioni di euro della Chiesa Cattolica, è necessario un ripensamento del nostro modello economico e del nostro stile di vita.


Un buon passo in tal senso, forse, è l'edificio ad emissioni zero che Bayer costruirà in India nei prossimi 3 anni. Vedi: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=86739

Cina

Mentre fervono i preparativi per le Olimpiadi (estive) del prossimo anno, una delegazione cinese è in visita in Toscana per apprendere il nuovo modello partecipativo proposto dalla giunta e che il Consiglio Regionale dovrebbe votare a Dicembre. Insomma la vecchia Europa (ed Italia) ha ancora qualcosa da insegnare.


Venerdì è stato fatto (si spera) il primo passo verso la riunificazione delle 2 Coree. L'accordo commerciale, reso noto alla stampa internazionale il 16 di questo mese, sembra, secondo il giudizio di molti osservatori, un passo in questa direzione. Certo, non mancano le voci critiche che insistono sul fatto che il treno che attraverserà le 2 Coree non ridarà per incanto la libertà di movimento ai nordcoreani fortemente limitata dal regime dittatoriale di Kim Jong Il. Inoltre viene sottolineato che l' “apertura” potrebbe rallentare la democrazia e l'effettiva democratizzazione. Si parla addirittura di “opportunismo” della Corea del Sud, dato il notevole apparato militare e le bombe nucleari del Nord. Si parla anche di “calcoli elettoralistici” del primo ministro sudcoreano Han Duck Soo.

Tali critiche (e altre simili presenti, per esempio su http://tinyurl.com/2xkpac ) non diminuiscono, a mio modo di vedere, la grandezza dell'evento.

Una data da ricordare sarà anche l'11 dicembre, quando il confine fra Corea del Nord e del Sud sarà attraversato da un treno (ma un treno merci e di tal tipo saranno per un certo periodo i treni transfrontalieri.

Un'ultima annotazione: per caso ho letto un vecchio articolo (un Selezione del Reader's Digest dell' '87) sulla Corea del Sud, potenza industriale emergente che puntava su marche automobilistiche sconosciute come Daewoo (!!!), per far lievitare l'intera economia. Al di là del fatto che non sono un appassionato dei mezzi di trasporto privati, va rilevato che la Corea del Sud e le sue industrie ne hanno fatto di strada da allora! La storia va costruita passo dopo passo e i coreani e i loro vicini notoriamente (non penso sia solo uno stereotipo) non difettano di tenacia.


Che il Giappone abbia ripreso la caccia alle balene non è, invece, molto confortante.

Mentre il calo dei consumi giapponesi, al contrario, non mi sembra una tragedia, anzi.

Medio Oriente

I diplomatici israeliani e palestinesi cercano, in questi giorni, un accordo di pace (e di spartizione del martoriato territorio della “Terra Santa”) soddisfacente per entrambe le parti. Quest'accordo verrà poi ufficializzato alla conferenza di Annapolis (Stati Uniti) il 27 novembre 2007. Tra i punti salienti dell'accordo, sono per me degni di particolare attenzione 2 punti:

il 1° è che Olmert vuole definire lo Stato di Israele “Stato ebraico” e tale riferimento etnico potrebbe avere rilevanti conseguenze giuridiche e non sugli arabi israeliani;

il 2° è che tale accordo è solo il punto di inizio di una fase negoziale che verrà svolta secondo un ordine “contemporaneo” anziché “sequenziale” cioè la creazione dello Stato Palestinese avverrà contemporaneamente al processo negoziale, piuttosto che alla fine di tale processo.

Il tutto, con la mediazione del “Quartetto” (ONU, Stati Uniti, Europa, Russia), per scongiurare la nascita dello Stato di Hamas a Gaza, la “balcanizzazione” della regione e mettere una pezza a quello che alcuni intellettuali e studiosi, già negli anni '90 dello scorso secolo chiamavano il “nuovo disordine mondiale”.


Frattanto Chavez, oggi, è stato da Ahmadinejad per rinsaldare la loro “amicizia” in chiave antistatunitense. Il presidente venezuelano vorrebbe un ruolo più marcatamente politico dell'OPEC e si è dichiarato disposto a far salire il prezzo del petrolio a 200 dollari in caso di attacco USA all'Iran. Ahmadinejad, invece, non ritiene che si debba usare il prezzo del petrolio come arma, ma ritiene il prezzo attuale del greggio inferiore a quello reale e vorrebbe un'altra valuta petrolifera al posto del dollaro che – dice il leader iraniano – danneggia i paesi produttori.

Quest'ultima affermazione di Ahmadinejad mi sembra interessante e degna di maggiore riflessione.


Il Kazakistan spera di raggiungere un accordo con la Federazione russa sui prezzi per il transito del gas, ma solo se si troveranno le giuste condizioni economiche.

(fonte: la Repubblica: www.larepubblica.it )

venerdì 16 novembre 2007

lunedì 12 novembre 2007

L'UE forza l'Africa a concludere le liberalizzazioni (non solo l'Africa Ovest)


http://www.ipsnotizie.it/nota.php?idnews=1031

Sud Africa

Allarme colera (oltre alla guerra) nell'ex Zaire, più esattamente nel Nord Kivu:

http://www.ong.agimondo.it/dall-europa-e-dal-mondo/notizie/200711091720-cro-rt11144-art.html


Misteriosa malattia in Angola:

http://ilprofessorechos.blogosfere.it/2007/11/misteriosa-malattia-in-angola.html


Rispetto a queste notizie, la sconfitta della Repubblica Sudafricana (0-8) nel baseball contro la nazionale italiana è rasserenante normalità.


Est Africa

La notizia sull' Est Africa che ci riguarda più da vicino è che l'Italia sembra si appresti a costruire una grande autostrada Est-Ovest in Libia che congiungerebbe il confine libico con la Tunisia con quello con l'Egitto. Il ciò avverrebbe – secondo l'agenzia di stampa libica Jana – nel quadro di un accordo di compensazione per il passato coloniale. Ma la Farnesina precisa che si tratta di un accordo con vantaggi per entrambe le parti.


Altra notizia positiva è che in Etiopia il progetto internazionale contro la Malaria sembra dare risultati positivi: si è registrato, infatti, un -60% di morti nel Tigray nel nord del Paese.

Lanciato nel 2005, il progetto è stato promosso dal ministero della Salute e Novartis Italia in collaborazione con il ministero della salute del Tigray, l'Oms, l'Ospedale dermatologico italiano di Makale in Etiopia e l'Istituto dermatologico San Gallicano Irccs di Roma (fonte: http://www.ilsecoloxix.it)


Se il negoziato nel Sudan sembra arrivato ad un punto morto (il comitato di pace composto dal governo e dai ribelli si è addirittura sciolto) e già si vocifera del riarmo sia del Governo che dei ribelli, a Mogadiscio il negoziato non è mai iniziato e si continua a uccidere e a morire. Ad attizzare la rabbia dei soldati etiopi sarebbe stato questa volta un video su Al Jazeera che mostra i cadaveri dei loro commilitoni trascinati nella polvere lungo la capitale somala.


Rispetto a queste notizie la limitazione negli accessi (massimo 400 persone per volta) per la tomba di Tutankhamon e la preventivata chiusura per restauro (prevista per maggio 2008) sono i segni di una splendida normalità. Una normalità che la martoriata Est Africa fatica a trovare.

Ovest Africa

Mentre Alghero si prepara al vertice bilaterale Italia-Algeria che si terrà il prossimo 14 novembre, l'ex colonia francese è stata scossa ultimamente da 2 attentati: un'autobomba esplosa ieri sera vicino ad una residenza della polizia a Maatkas, vicino a Tizi Ouzo, capoluogo della Cabilia e un attacco compiuto venerdì contro un aereo fermo all'aeroporto di Djanet, nel Sahara algerino (fonte ANSA: www.ansa.it).


A Nimba, nel Nord della Liberia, lo scorso 6 novembre è precipitato un elicottero della missione delle Nazioni Unite in Liberia (Minul). Ieri l'AGI (http://cooperazione.agi.it/), citando l'agenzia di stampa Ria Novosti, che, a sua volta, cita come fonte un dirigente della Ut Air di Mosca, ha rivelato che potrebbe essere stato abbattuto.


Il tutto mentre l'Interpol, nell'Assemblea Generale a Marrakech, ha definito l'Africa Ovest la principale rotta, assieme ai Caraibi, della cocaina sudamericana verso l'Europa.


C'è comunque la buona notizia che il prossimo dicembre la Conferenza episcopale regionale dell'Africa Occidentale francofona (CERAO) e l’Associazione delle Conferenze Episcopali dell’Africa occidentale anglofona (AECAWA), si fonderanno in un’unica Conferenza episcopale dell’Africa Occidentale (fonte: www.oecumene.radiovaticana.org).


Forse proprio dall'unità non solo episcopale, ma politica dell' Ovest Africa si può costituire uno sviluppo equilibrato che porti pace e benessere nella macroregione.

martedì 6 novembre 2007

È morto Biagi

Dopo don Oreste Benzi, Roberto Bortoluzzi e Nils Liedholm, è morto anche il grande Enzo Biagi.

La morte di quest'ultimo sommata a quella, avvenuta nel 2001, dell'altro grande del giornalismo, Indro Montanelli, sembra voler indicare che è finita una generazione di giornalisti.

Spero che anche “le nuove leve” e noi “blogisti”, loro fratelli minori, mostriamo la dirittura morale e l'indipendenza dal Potere dello scorbutico ma giusto Montanelli e del mite ed ironico Biagi.

lunedì 5 novembre 2007

Siberia e settimana ecologica

Da Agi ( http://cooperazione.agi.it ):


Le foreste dell'emisfero settentrionale, che si estendono dalla Cina alla Siberia, fino al Canada e all'Alaska, rischiano di divenire una gigantesca fonte di biossido di carbonio, perdendo la capacita' di assorbire le emissioni di gas serra prodotte dall'uomo. E' quanto spiega The Independent...


Riporto da “La Gazzetta del Mezzogiorno”

( http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it ):


Sette giorni all’insegna dello slogan «Alt ai cambiamenti climatici. Riduciamo la Co2» per informare i cittadini sugli effetti previsti e quelli già in atto, «allo scopo di far comprendere loro», ha spiegato Puglisi, «che per ridare ossigeno al pianeta e scongiurare la catastrofe annunciata, occorre un immediato e concreto cambiamento degli stili di vita e dei sistemi produttivi».


La settimana di educazione allo sviluppo sostenibile si inserisce nel quadro della campagna per il «decennio Onu dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005-2014».

Russia

Putin ha fatto la voce grossa con Lufthansa, nell'ambito di una strategia di pressione volta a far spostare il centro rifornimenti da Astana (Kazakistan) a Krasnoyarsk o a Novosibirsk.

Certo è vero come è stato scritto in questo articolo ( http://tinyurl.com/2gu49c ) di Equilibri.net

( http://it.equilibri.net ) che Putin ha evitato l'anarchia liberista e la distruzione/balcanizzazione della Russia e, forse, un giorno gli storici gli riconosceranno questo (grande) merito, ma quando la minaccia e la violenza (vedi la Cecenia) diventano cifra politica è legittimo chiedersi se gli stessi risultati non andavano raggiunti con mezzi più democratici.


Sono arrivate a 30 le vittime del rogo che ha coinvolto un ospizio nella provincia russa di Tula. Si tratta del 3° incendio in una casa di riposo in questo 2007 russo. La grandezza di un governo (quella del popolo russo è fuori discussione) si vede soprattutto dalla sua attenzione verso gli ultimi.

Europa

La recente querelle italo-rumena, nata dalla tragedia di una 47enne donna italiana, Giovanna Reggiani, pone importanti questioni di ordine politico e giuridico e ciò non solo per la reazione rumena al decreto italiano e l'allarme preventivo della Commissione Europea circa la liceità di tale provvedimento. No, tali reazioni – della Romania e della UE – servono per delineare e contestualizzare meglio il caso, ma anche senza tali prese di posizione le questioni rimarrebbero sul tappeto e sarebbero visibili ad un occhio più attento.

La prima questione è che cosa rappresentino per noi i termini “Europa” e “cittadinanza europea”. Per un europeista, come il vostro “blogisto” Michele, l'Europa è uno Stato in fieri (e prima viene fatto meglio è), per cui un cittadino europeo dovrebbe essere giudicato nella parte di Stato (per esempio l'Italia) dove ha commesso il crimine ed eventualmente lì deve scontare la pena, (se necessario pluridecennale o l'ergastolo) ma i cittadini europei, in quanto cittadini di un unico Stato, non possono essere discriminati e devono avere piena libertà di movimento e residenza all'interno dell'Europa.

La seconda questione è se pene detentive pluridecennali o l'ergastolo siano eccessive per omicidi efferati e/o premeditati: da convinto sostenitore dell'abolizione della pena di morte, ritengo che siano un necessario contrappeso all'abolizione di tale pena e, grazie anche ad internet, ci può essere un percorso redentivo anche all'interno del carcere.

mercoledì 31 ottobre 2007

Moratoria sulla Pena di Morte

Spero fortemente che venga approvata la Moratoria contro la Pena di Morte.

La petizione a favore di tale moratoria ha già raccolto 5 milioni di firme e verrà presentata il 2 novembre alla vigilia del possibile voto Onu sulla Moratoria (il voto ci sarà se il testo della risoluzione sulla Moratoria verrà presentato entro domani).

Tale petizione è disponibile a questo indirizzo: http://www.santegidio.org/it/pdm/app+ades.htm

martedì 30 ottobre 2007

Picco del petrolio e di una civiltà

Venerdì su Rai3 nell'approfondimento giornalistico “Leonardo”, si è parlato nuovamente di “Picco del petrolio”, una teoria elaborata nel 1956 dal geofisico statunitense Hubbert, secondo la quale la produzione del petrolio (la teoria vale per tutto il “Regno Minerale”) dopo aver raggiunto il suo massimo (o “picco”) non può che diminuire. Sembra che il fatto che il prezzo del petrolio stia schizzando verso l'alto, cosa ben visibile anche in Europa nonostante il super-euro, sia dovuto proprio al raggiungimento del “picco”. Se tale ipotesi è vera (personalmente ne sono sicuro) è necessario cambiare lo stile di vita e rivolgersi alle fonti alternative per evitare che questo picco del petrolio non sia anche un “picco” dell'intera civiltà mondiale.

Australia

Riporto dall'ANSA (www.ansa.it):

L'Australia sara' una delle nazioni piu' colpite dal cambiamento climatico e dal suo impatto sulla salute, con un numero crescente di vittime di attacchi cardiaci, e il moltiplicarsi dei casi di asma, avvelenamento da cibo, malattie infettive, obesita', diabete e disturbi mentali.


A quanto pare non è solo il modesto estensore di questo blog a ritenere il riscaldamento climatico una minaccia per il futuro dell'umanità.

Arcope

Argentina

In Argentina non si può non citare la recente vittoria di Cristina Elizabeth Fernández de Kirchner, moglie del presidente uscente Nestor Kirchner, vittoria non priva di incognite perché il crollo dei bond argentini ancora pesa sulla credibilità del Paese e il recente scandalo sull'inflazione non è certo un punto a favore.


Colombia

Fra le notizie dalla Colombia è degno di nota l'accordo col Brasile per la tutela della cultura afro-sudamericana, accordo cui manca (solo) la ratifica ufficiale.


Venezuela

Penso che abbia una certa rilevanza la notizia che l'arcivescovo di Caracas ha chiesto pubblicamente al Presidente venezuelano chavez di ritirare il suo progetto di riforma costituzionale che accrescerebbe i poteri del Presidente a scapito del potere legislativo. La prepotenza dell'esecutivo a scapito del potere legislativo è, purtroppo, uno dei grandi mali del nostro tempo.

Brasile

La notizia del giorno per il Brasile, stando alle più accreditate fonti di stampa internazionali, è la (molto) probabile elezione odierna del Paese verdeoro a sede dei mondiali di calcio del 2014, designazione decisamente probabile in quanto il Brasile è l'unico candidato, essendosi ritirate le altre federazioni del Sud America. La correlata notizia negativa è che Blatter vuole porre fine alla rotazione continentale, che è approvata in toto dal vostro blogger Michele sia perché pone sullo stesso piano i vari popoli della Terra, sia perché coerente con la sua proposta di suddivisione del Mondo in 15 Stati federali e, di fatto, in 5 macroaree.

giovedì 25 ottobre 2007

Sud-Est Asia

In Birmania (rectius: Myanmar), il premio Nobel e capo dell'opposizione Aung San Suu Ky ha incontrato il generale Aung Kyi, membro della giunta militare a capo della dittatura nel paese del Sud-Est Asia. Finora nessun commento ufficiale, si spera che il clima dei diritti umani e delle libertà politiche volga al “bello”.

Sonia Gandhi, a capo del Partito del Congresso che governa l'India, è partita per la Cina su invito del presidente Hu. La accompagnano il figlio Rahul, il vice ministro degli Esteri Anand Sharma e 2 alti funzionari di partito.

Europa

I fratelli Kaczynski hanno perso le elezioni nazionali: è una buona notizia per l'Europa e la stessa Polonia. Una buona notizia perché i Kaczynski erano diventati i maggiori rappresentanti europei di quel nazionalismo estremista, reazionario ed antisemita che ha provocato, in forme ancor più virulente e soprattutto cruente la 2° guerra mondiale nel secolo scorso, col suo carico di orrore e di morte. La democrazia è una creatura fragile e personaggi alla Kaczynski rischiano di distruggerla.

In ogni caso, uno dei 2, Lech è rimasto Presidente della Repubblica: si spera che non faccia qualche brutto tiro mancino al nuovo vincitore, Tusk, e che quest'ultimo sia all'altezza delle attese.

Consiglio, come approfondimento, questo articolo di Barbara Spinelli: http://tinyurl.com/3a25rq

Messico

Una tempesta ha investito una piattaforma petrolifera nel golfo del Messico: 18 operai morti affogati e 7 dispersi sono il tragico bilancio parziale di quest'ennesima tragedia probabilmente dovuta al clima malato. Alle famiglie delle vittime di questa tragedia (e a quelle di tutte le altre tragedie) un commosso abbraccio virtuale.

Stati Uniti

La tragedia californiana sembra, fortunatamente, giungere al termine. Pare che l'inferno di fuoco sia stato dovuto anche alla stagione dello stato USA che, quest'anno, è stata particolarmente secca e calda. Ciò sembrerebbe dimostrare, ancora una volta, che il riscaldamento climatico è un fatto. Invece l'ammontare dei danni (circa 1 miliardo di dollari) “potrebbe” voler dire che occuparsi del risanamento dell'ambiente attraverso uno stile di vita, pubblico e privato, virtuoso è più importante del risanamento dei conti, negli USA e ovunque nel Mondo.

Presentazione; Canada

Presentazione

Inizia oggi un “nuovo corso” del mio e-diario: diventerà una sorta di osservatorio permanente sul Mondo diviso in 5 macroaree e 15 “Stati futuri”, in base alla cartina di cui sopra correlata col mio “Mondo Futuro”.

Ogni volta scriverò di 1 delle 5 macroaree, dell'Europa e dell'eventuale “Stato del momento”.

Buona lettura,

Michele


Canada

Ha destato scalpore in Canada la decisione del Parti Québécois (Partito Quebecchese) di richiedere la conoscenza del Francese per godere dei diritti civili e politici. Il partito indipendentista del Quebec non ha mai brillato per lungimiranza, ma questa volta sembra aver superato il limite: tale norma renderebbe forestieri molti quebecchesi (e canadesi) a tutti gli effetti.

Difatti il Primo Ministro del Quebec ha giudicato tale richiesta “unacceptable”.


La giornalista canadese Naomi Klein ha lanciato il suo nuovo libro: Shock Economy: l'ascesa del capitalismo dei disastri. La tesi di fondo di questa nuova opera della Kleine, vera e degna “maestra di pensiero” del movimento internazionale per una globalizzazione regolata e democratica, è che il nuovo capitalismo “neoefficientista” sfrutta le tragedie mondiali per deregolare e, come un novello anti-Robin Hood, affamare le masse per arricchire le tasche, deandreanamente già gonfie, di quelli che... sono già ricchi. L'idea è simile – ci spiega la Kleine – a quella di un gruppo di psichiatri finanziati dai servizi segreti statunitensi che, negli anni '50 dello scorso secolo, volevano usare l'elettroshock per riscrivere da zero la personalità. In questa trasposizione economica di questa aberrante teoria psichiatrica, ogni occasione dall'uragano Katrina allo tsunami nel Sud-Est Asia, passando per la guerra in Iraq diventa “un'ottima occasione” per imporre il totalitario credo “neoefficientista” ed arricchire i ricchi proprietari di “compagnie di mercenari” (vedi Iraq) e far divertire i turisti (leggasi nuovi impianti turistici in Sud-Est Asia al posto delle case dei poveri pescatori). Non è che la Klein o Giorgio Bocca siano pessimisti, il fatto è che ci sono in giro dei “bravi ragazzi” che vogliono privatizzare il Mondo rendendolo un Paradiso per le élite e un Inferno per gli altri. Ma non è detto che ci riescano.

lunedì 22 ottobre 2007

Un rassemblement delle notizie precedenti: cosa intendo per neo-efficientismo

Le notizie sembrano slegate fra loro, almeno ad un occhio disattento, ma c'è (almeno secondo me) un filo rosso che le lega tutte (o quasi): a questo filo rosso ho dato un nome: neoefficientismo.

Che cos'è il neo-efficientismo?

Il neo-efficientismo è il vero volto, anche dal punto di vista terminologico, del neo-liberismo.

I neo-efficientisti/neo-liberisti non hanno a cuore la libertà delle masse, ma solo la libertà di pochi: i più forti, i più furbi, i più cattivi.

Ai loro occhi il popolo non deve essere libero, ma deve produrre, produrre, produrre. Se poi una persona è sfiancata dal lavoro la si licenzia. Se si distrugge l'ambiente, pazienza.

Il popolo non deve prendere le decisioni ed esercitare attivamente il potere di (auto)regolamentazione, ma deve votare votare votare. Possibilmente deve poter scegliere fra 2 soli grandi partiti-liquidi in cui idealmente c'è tutto e il suo contrario e, di fatto, nel “buio” delle stanze adiacenti alle camere vengono prese decisioni ad hoc per le élite.

Questo è il senso delle notizie di questi ultimi anni e di questi ultimi giorni.

Peccato che ci sia internet... ma come dimostra la (potenziale) legge Levi-Prodi anche a questo si può rimediare...

venerdì 19 ottobre 2007

Disegno di legge contro i blog e la Rete

Il disegno di legge 3 agosto 2007 approvato dal Governo e mandato all'esame del Parlamento rappresenta un vero e proprio obbrobrio giuridico che limita e/o burocratizza l'attività in Rete dei cittadini italiani (vedasi http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html).
Se sei contrario a tale possibile insieme di norme, leggi e firma la petizione su Petition On Line
( http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html )
e copia e incolla sul tuo blog questo testo:

Base Giuridica del blog (Titolo)

Tale blog è pubblicato in base all'art. 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, all'art. 10 della CEDU, all'art. 11 della Carta di Nizza, all'art. 6 del Trattato sull'Unione Europea, all'art. 21 della Costituzione Italiana. La libertà d'espressione fa parte del patrimonio giuridico e morale mondiale.

lunedì 15 ottobre 2007

“Primarie” e “US-izzazione”

Immagino che la notizia del giorno sia considerata da molti, sulla scorta degli organi d'informazione, il trionfo di Veltroni alle “primarie” del centrosinistra. È stato sostenuto, non del tutto a torto, che non si tratti di primarie, perché non si tratta di elezione di un Capo di Stato o di Governo (è la tesi, sostenuta, ad esempio da Tabacci). Personalmente penso che il termine sia corretto per 3 motivi:

1) si elegge comunque un Capo, seppur di Partito;

2) Veltroni (salvo sconvolgimenti politici ad ora imprevedibili) diventa il candidato premier “naturale” del centrosinistra;

3) si va verso una “statunitensizzazione” della politica, come evoca il termine “primarie” mutuato dal contesto giuridico-politico statunitense.

Alla “US-izzazione” politica seguirà quella economica con i suoi pregi e soprattutto i suoi difetti: progresso rapido e libertà sfrenata pagati con una competizione all'ultimo sangue e instabilità: instabilità degli affetti (leggasi matrimoni-lampo e divorzi-lampo), instabilità del lavoro (libertà di assumere e di licenziare), instabilità dei partiti (leggasi 2 partiti-liquidi che cambiano faccia a seconda del leader di turno), ecc.

La fiumana (per dirla con Verga) di un progresso rapido farà rapidamente le sue vittime: persone povere, persone psichicamente distrutte dall'instabilità degli affetti e da una cultura che si esprime con espressioni tipo “get on”, “take off”, “buy up”: espressioni rapide per gente veloce, rapida, sempre in movimento, per cui “all is business”.

Questo è il sogno statunitense che stanno instillando nelle nostre coscienze, questo è il sogno del Veltroni “nazionale” convertito all' “US-ismo” da tempo.

Questo, però, non è il mio sogno: io preferisco la cara vecchia Europa con la sua calma, la sua lentezza, la sua solidarietà.


P.S. Se non fosse chiaro, non sono andato a votare per le primarie. Io non salgo sul carro del vincitore neanche dopo che ha vinto: questa la chiamo coerenza.


Nobel

Questa è stata la settimana dei Nobel: non ripeterò qua i nomi: penso li possiate trovare ovunque nella rete, per esempio su Wikipedia. Solo una breve notazione: ma non avevano detto che la flessibilità era tutto? Quanti Nobel pensate non abbiano fatto per gran parte della vita la professione (e/o si sono applicati nella materia) per cui sono stati premiati? Non ho fatto una ricerca specifica ma penso che si tratti della totalità o quasi. E allora? Come la mettiamo col “mantra” della flessibilità? È o non è bella, buona e giusta?

lunedì 8 ottobre 2007

San Francesco

Ieri e l'altro ieri c'è stata una miniserie dedicata a San Francesco. Al di là di qualche “pausa” nella recitazione del protagonista (Ettore Bassi) attorniato da una squadra di comprimari che hanno offerto una prova pulita e senza sbavature, il film si segnala per essere, come si diceva un tempo, una “storia edificante”. Ma è anche la storia edificante di un uomo che, circa 1000 anni dopo il suo “maestro” (Gesù, ovviamente) ha sfidato le convenzioni dell'epoca, è andato contro il mercantilismo benpensante ed egoista, è stato il primo lucido ambientalista dello scorso millennio, è stato coerente con i suoi ideali quando ha iniziato a chiedersi il senso della vita, ha dato alla luce il primo testo di una certa importanza, letteraria e non, della nostra amata lingua (tra l'altro il Cantico delle Creature è stupendo e fruibile anche nel semplice ed efficace proto-italiano di San Francesco) ed è diventato un santo, uno dei pilastri indiscussi della Cristianità e uno dei santi più amati dalla gente. Il suo esempio pauperista-ambientalista (al di là di qualche piccolo eccesso) ha molto da insegnare a questa moderna “sinistra al caviale” che vuole “l'ambientalismo dei sì” (come se le identità non si costruissero anche sui “no”) e “la lotta alla povertà e non alla ricchezza” (come se le 2 cose non fossero collegate) ed ha molto da insegnare alla destra neoefficientista, per cui l'unica libertà è quella di produrre e di consumare. Ma abbiamo molto da imparare anche noi che troviamo piacere solo nelle cose, “nella smania del possesso che fu pre-alessandrino”, che ci ammaliamo di shopping compulsivo e siamo “drogati di lavoro”. Forse per salvare il nostro martoriato pianeta dobbiamo iniziare da 800 anni fa, dobbiamo lasciarci guidare da un poverello che viveva ad Assisi...

lunedì 1 ottobre 2007

Brevi:

Eruzione vulcanica su isola dello Yemen: 8 morti il bilancio parziale.


Il Papa prega per il popolo birmano (lo ha detto ieri all'Angelus).


Articolo di Beppe Severgnini sulla dipendenza tecnologica e la prudenza di copiare:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/30/computer_file_severgnini.shtml


Democrazia, futuro, internet

Innanzitutto parto dal titolo: ho scelto apposta un titolo “destrutturato”, perché non voglio mettere in risalto un termine rispetto all'altro, come sarebbe capitato se avessi usato un titolo del tipo “la democrazia del futuro ed internet”.

Ho fatto ciò perché ritengo che i termini abbiano la stessa importanza e perché le relazioni fra i medesimi termini sono molteplici.

Quanto al perché voglia affrontare questo tema, lo spunto deriva dai ripetuti attacchi de l'Espresso verso Beppe Grillo e, più in generale, verso gli e-cittadini, meglio conosciuti come “il popolo della rete”.

Questi attacchi possono così riassumersi:

1) Beppe Grillo è un leader populista/qualunquista;

2) Non c'è vero dialogo fra Grillo e il popolo della rete;

e, ma affermato più sottilmente:

3) senza il giornalismo così com'è non c'è vera democrazia;

4) senza l'editoria così com'è (è la tesi di Eco, di cui, comunque, rimango devoto ammiratore) non c'è vera cultura;

5) internet è più un male che un bene per la democrazia e la cultura.

Come ogni sintesi anche questa, depurata dai “distinguo” risulta più estremistica dell'originale ma, in buona fede, mi sembra che sia questo il “succo” del discorso.


Riassumendo la mia opinione: le prime 2 tesi sono irrilevanti, le altre totalmente errate.

Qualunque etichetta si voglia appiccicare a Grillo, è indubbio che risponde a dei bisogni della gente, dà voce a chi non ha voce, definire “sproloquio” le risposte del popolo della rete sul sito di Grillo, come è stato fatto nell'ultimo “l'Espresso” mi sembra un errore politico e una caduta di stile. È un errore politico perché l'esprimere la propria opinione con i mezzi culturali che la genetica, l'ambiente, l'impegno personale permettono, non è mai uno sproloquio, ma è un modo di “prendere parte”, di partecipare alla gestione della Res “Pubblica”, che non a caso è “pubblica”.

Essere contrari o “schernire” questa partecipazione o ancora tacciarla semplicisticamente di qualunquismo/populismo vuol dire essere contrari alla democrazia, vuol dire avere un pensiero più o meno latentemente oligarchico, vuol dire avere uno snob intellettualistico da arrivati.

Per questo ho apprezzato l'opinione più umile e moderata di Berselli, che talvolta si definisce “intellettuale di provincia” ma è molto più intellettuale di certi suoi colleghi, conosciuti e sconosciuti, che si sentono padreterni solo perché sanno mettere quattro parole in fila come se stessero facendo la mappatura genetica di tutte le specie viventi o avessero già pronta una nuova perfetta teoria che smentisce quelle della relatività e i Teoremi dell'Incompletezza di Goedel.

Come dicevo, Berselli chiedeva a Sartori cosa si dovesse fare con i “Grillani” (termine mio) e come si riconfigura la democrazia oggi.

Il problema è legato ad altri che sono paralleli: e il giornalismo? e l'editoria? E la cultura?

E ancora, come si configura la necessaria unità mondiale con il desiderio/necessità morale di partecipazione di ognuno?

I termini delle prima risposta e dell'ultima sono essenzialmente 3: federalismo, sussidiarietà, internet.

Per federalismo intendo la costruzione di 15 grandi Stati Federali, per sussidiarietà che le decisioni vadano prese al livello amministrativo più basso possibile (e lo stesso vale per la produzione), per internet che bisogna sfruttare la rete per implementare una democrazia diretta o partecipativa.

Non penso di avere tutte le risposte a tutto, ma penso che queste sono le basi per risolvere problemi nuovi e tragici in maniera innovativa e coerente.

Il futuro è ora.


Per le risposte alle altre 3 domande mi limiterò a 3 battute-segnalazioni:

se pensate anche voi che internet non sia cultura provate a dare un'occhiata a wikipedia (www.wikipedia.org) o a LiberLiber (www.liberliber.it).

Se pensate, invece che l'editoria non potrebbe essere diversa da com'è ora, guardate Lulu (www.lulu.com/it).

Se pensate che il giornalismo non possa essere diverso da com'è ora... beh, ma non state leggendo un blog?

giovedì 27 settembre 2007

Una maglietta rossa per la Birmania

Tratto dal sito de "la Repubblica":

"In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!" (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).

Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog: "Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE".

giovedì 20 settembre 2007

Aperto il passaggio a Nord-Ovest

La notizia non è freschissima, ma vale la pena di essere commentata. Si è aperto il passaggio a nord-ovest, la (non più) mitica via di transito “breve” fra Europa ed Asia. Se i commerci forse ne saranno facilitati, non altrettanto può dirsi per la salute del pianeta: tale via s'è “aperta” perché si sta sciogliendo, a ritmi vertiginosi, il Polo Nord. E con esso, forse, le residue speranze di salvezza del nostro pianeta.

Il vero volto di Erdogan (e Gul)

I cosiddetti musulmani moderati di Turchia che occupano le 2 più alte cariche dello stato anatolico hanno gettato la maschera. Infatti Erdogan e il suo storico vice Gul (rispettivamente Capo di Governo e Capo di Stato) hanno chiesto con forza il “diritto” di portare il velo per le donne musulmane. Spero che le reazioni internazionali, dato l'alto valore simbolico che ha il divieto di indossare il velo per la laicità turca, siano abbastanza vigorose da spingere i nostri 2 antieroi a recedere dai loro avventati propositi. In caso contrario, il Bosforo e i Dardanelli si amplierebbero. E molto anche.

domenica 16 settembre 2007

Copyleft Festival ad Arezzo

Organizzato dall'associazione culturale “InProspettiva”, si è tenuto e si sta tenendo in questi 3 giorni (dal 14 fino ad oggi 16 settembre) nell'anfiteatro di Arezzo, il Copyleft Festival. Questa manifestazione per “una cultura libera” si articola in vari spettacoli, dibattiti, incontri in cui letterati, attori, artisti, musicisti, giuristi e informatici si confronteranno per discutere ed informare sul come e perché è cambiato e stia cambiando il “mercato delle idee”.

Il copyleft, nato in ambito internet attorno agli anni '80, e alla cui diffusione hanno contribuito personalità del calibro di Richard Stallman (l'informatico creatore della licenza GNU) e Lawrence Lessig (il giurista che ha inventato le “Creative Commons”) rappresenta una pietra miliare del presente e del futuro della cultura mondiale.

La crisi subprime: l'importanza della finanza e del credito al consumo nel capitalismo odierno.

Il recente allarme lanciato da Mario Draghi (“Sugli effetti della crisi non sappiamo se il peggio è passato”) ha riportato al centro dell'attenzione il caso finanziario dell'anno: la crisi dei subprime: più sotto una spiegazione di cosa siano e qualche mia riflessione.


Questi ultimi 20 anni, a partire dal crollo di Wall Street del 1987, non sono stati certo privi di crisi finanziarie. L'ultima arriva dagli Stati Uniti, è “scoppiata” quest'anno ed è conosciuta come “crisi dei subprime”.

Va specificato, innanzitutto, che i subprime altro non sono che crediti (mutui, carte di credito ecc.) concessi a persone e famiglie che hanno una storia creditizia “tempestosa”, fatta di insolvenze, fallimenti (anche se negli Stati Uniti fino a poco tempo fa tale istituto, dal punto di vista tecnico-giuridico, era riservato alle imprese), pignoramenti. Per questo motivo, i subprime, concessi a persone e famiglie che non possono accedere al normale mercato creditizio, sono altamente rischiosi, sia per i creditori che i debitori ed hanno tassi di interesse abbastanza elevati.

I subprime in questione sono, essenzialmente, mutui che riguardano il mercato immobiliare e si inquadrano nella grande bolla speculativa che ha percorso tale settore dell'economia statunitense negli ultimi 20 anni. In questo periodo il valore degli immobili raddoppiava ogni 4-5 anni e non era infrequente che la gente comprasse e vendesse case nel breve periodo (4-5 anni appunto), indebitandosi in vista di guadagni futuri. Inoltre è abitudine diffusa negli US finanziare i de biti ipotecando la casa.

Data questa situazione, non deve stupire l'effetto dirompente che la crisi dei subprime ha avuto negli US e, dato il ruolo dell'economia statunitense, in tutto il mondo salvo, in parte, in Europa grazie al deciso intervento della BCE.

La crisi dei subprime dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che qualcosa non va nel sistema capitalistico attuale e apre la strada a 3 serie di riflessioni strettamente connesse fra loro.

La 1° è che il modello occidentale e, in particolare, statunitense del consumo continuo, ossessivo e, spesso, al di sopra delle proprie capacità di pagamento è sbagliato sin dalle fondamenta.

La 2° è che il denaro non è una merce come le altre, anzi non è una merce è un semplice “metro” dei “beni” (materiali) e dei “servizi” (o “beni immateriali”) e come tale andrebbe trattata, limitando fortemente le speculazioni finanziarie e i giochi di borsa.

La 3° riflessione è che l'economia mondiale e la vita degli esseri umani sulla Terra si basa non sul denaro, ma sul lavoro.

lunedì 10 settembre 2007

Embrioni-chimera in Gran Bretagna


Si inizia col dire che tutto è scienza, si prosegue dicendo che la meta-fisica è senza senso,

poi la biologia diventa nient'altro che un ramo della fisica e il corpo umano nient'altro che una “macchina”, seppur sofisticata. A quel punto di distruzione dell'etica la popolazione è pronta alle novità più strampalate: da uomini-bestia a uomini-funghi.

I cibi animali contengono già proteine vegetali, il “morbo della mucca pazza” è sorto perché si davano ossa triturate a bovini ed ovini, l'artico si sta sciogliendo, il buco nell'ozono probabilmente si sta allargando. È tutta un'unica “partita di giro”: non è chiaro che con questo neoliberismo/neoefficientismo sfrenato stiamo distruggendo l'ambiente e auto-distruggendoci?

Mozilla Firefox contrasta Internet Explorer


È ufficiale: l'antagonista per eccellenza di Microsoft Internet Explorer è Mozilla Firefox. La “volpe di fuoco” (anche se c'è chi contesta tale interpretazione del nome) ha raggiunto quota 400 milioni di download. Anche se non tutti coloro che “scaricano” il browser poi effettivamente lo usano, è sicuramente una bella notizia per chi crede nel mondo open source e nella pluralità delle piattaforme, ma anche per i fruitori di internet che non debbono più contare solo sulle concessioni dall'alto di “Zio Bill”. Tale “buona nuova” è ulteriormente puntellata dal fatto che in alcuni Paesi dell'Europa (segnatamente Finlandia e Slovenia) Firefox è posseduto da circa il 50% degli internauti.

mercoledì 5 settembre 2007

Cari defunti: Europa , Sud-Est Asia, Est Africa, Terra.

Ieri notte è morto Sabani, oggi è l'anniversario della morte di Agnese Gongia Boiagiu, meglio conosciuta come “Madre Teresa di Calcutta”, giorno 31 luglio è stato l'anniversario di Diana Spencer, morta principessa del Galles, ma non da futura Regina.

Al di là delle possibili diatribe sull'utilità della Monarchia nel 21° secolo, che si parli di quella inglese, di quella giapponese, o di quella del Lesotho (l'estensore di questo piccolo e-diario è un fervente repubblicano), non si può dubitare che Diana abbia lasciato un'indelebile traccia di sé in questo mondo postmoderno e (fortunatamente) policentrico. Non l'ha lasciata per essere diventata erede al trono (molti re di nascita sono stati emeriti cialtroni, se non folli sanguinari e guerrafondai), non l'ha lasciata per le sue innumerevoli “love story” con amanti quasi mai irreprensibili, ma l'ha lasciata per il suo interesse per gli ultimi, per il suo “impegno sociale” come si dice oggi, ovvero, per utilizzare una parola di vecchio conio ma, a mio modesto modo di vedere, più esatta, per il suo “altruismo”.

Altruismo di cui non ha difettato certo Madre Teresa, passata alla Storia per il suo indefesso, costante, quotidiano aiuto ai poveri, ai bisognosi, ai malati, agli ultimi. Al di là del Nobel per la Pace nel 1979 (meritatissimo), al di là della durata del Processo di Santificazione (il dubbio sull'esito mi sembra offensivo), Madre Teresa rappresenta (più che degnamente) un simbolo, il simbolo di coloro, uomini e donne, ricchi e poveri, religiosi e laici che si battono per il Prossimo, per la Giustizia, per la Pace. È un'umanità variegata fatta di persone come noi che però sono andati al di là dell'Egoismo, fonte di ogni Male che, come ci ricordava Sant'Agostino è più facile del Bene.

L'Egoismo fa parte della nostra natura animale, l'Altruismo è Qualcosa (qualche materialista ateo potrebbe definirla “splendida follia “) che ci eleva, è una teoria e una pratica degna degli angeli, ma è umana, molto umana. Qualche ateo potrebbe rallegrarsi dei dubbi, documentati, di cui si sarebbe intarsiata l'esperienza di fede di Madre Teresa, ma è (la sua) una gioia effimera, perché la fragilità della Benefattrice di Calcutta la rende ancora più grande. E ancora più vicina a noi.

La morte di Sabani è più recente: per i suoi cari, una ferita aperta. È stato, per certi versi, il più grande imitatore della storia della televisione italiana, forse più di Noschese, probabilmente più di Loretta Goggi. È stato coinvolto in un'inchiesta che metteva in luce il lurido (da sempre) sottobosco del rutilante mondo dello spettacolo. Era innocente? Tendo a credere di sì, ma non ne ho certezza assoluta. So solo che era un grande professionista in un mondo che sta diventando sempre più dequalificato e all'insegna del “Fast Food” (o del “Fast Sex”), anche se mi fanno orrore certi discorsi odierni sull' “utilità sociale” dello spettacolo.

Che dite?” “Sto dimenticando qualcuno?” Sì, in questi 6 giorni ci sono gli anniversari anche di Dodi Al-Fayed, dell'autista Henry Paul e di trilioni di altre persone. La morte è una livella, diceva il grande Totò, ma, aggiungo io, al di là c'è Qualcosa. O, almeno, Credo che sia.

I miei blog personali

Blog tematici (attivi):
A) Blog umanitari:
1) Il Mondo Futuro
2) Il blog del womese in italiano
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B) Blog culturali:
1) Mikipedie
2) La Baya
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C) Blog Cristiani:
1) Cristianesimo

Blog generalisti (inattivi):
Il 3° blog di Mikelo Gulhi:
il blog con i post non presenti nel mio blog principale
Notes de Mikelo, volume 4eze: la versione womese di questo blog.
(con gli aggiornamenti dei miei vari blog)

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In questo post tutti i candidati premier delle elezioni del 13 e 14 aprile 2008.
Qui le integrazioni (cioe' piu' sotto).
Qui le liste dei candidati al Parlamento (ma in base alla legge non si possono esprimere preferenze, ma si puo' votare solo il simbolo del partito).

Chi ci guadagna dall'ammissione della DC di Pizza e dal rinvio delle elezioni?

Una delle cartine non definitive














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IT: Il Mondo Futuro: 1 Mondo, 31 Stati, 45 Catepi
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Catepi e Stati pluri-catepali

Gli Stati pluri-catepali sono:
1) Russia che e' penta-catepale (5 catepi)
2-6) Canada, Stati Uniti, Brasile, Cina, Australia, ognuno dei quali e' tri-catepale (3 catepi ciascuno).
Gli altri 25 Stati sono altrettanti Catepi.
Il "Catepe" e' un concetto in via di definizione: quelli che non coincidono con uno Stato Federale dovrebbero avere piu' sovranita' di uno Stato Federato, ma meno sovranita' di uno Stato Federale (per preservare l'unita' dello Stato in questione).
Per esempio, ogni Catepe infra-statale dovrebbe essere rappresentato all'ONU, ma non dovrebbe avere un esercito proprio.
Comunque ci sto pensando su.

Michele come autore e come fruitore

La mia vetrina Lulu e' a questo indirizzo:
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La mia audioteca di LastFM e' a quest'indirizzo:
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La mio biografia è a quest'indirizzo:
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